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"Non si accontentava di un cazzo"

Ho scoperto che il mio cervello non smette mai di funzionare. Si arrovella incessantemente intorno ai suoi stessi pensieri.
Così, un momento sono serena e sto pensando a studiare, e l'istante dopo una valanga di ricordi mi affolla la mente. Non riesco mai a fuggire.
I ricordi belli si sommano a quelli brutti e mi costringono a fermarmi. Devo fare altro. Devo costantemente fare. Altrimenti non ho pace.
Altrimenti tutti i pensieri si accatastano e poi esplodono.
Non mi basterebbe la vita per tutti quei pensieri, quelle passioni, quei desideri e un po' di loro vanno dimenticati negli anfratti di me, per poi riaffiorare prepotenti quando vorrei scacciarli.
Avevo raggiunto un grado di confusione tanto grande da non riuscire a fare nulla. La mia vita era stata messa in stallo a tempo indeterminato: non scrivevo, non leggevo, non studiavo, non parlavo. Ora, giorno per giorno, prendo la mia testa e la tiro su, la infilo sotto l'acqua e comincio a vivere. Mi obbligo a leggere, a nu…