Spunti Accidentali

Almost Is Never Enough - Ariana Grande ft. Nathan Sykes 

Voglio fare ordine in camera mia prima che ricominci la scuola, voglio spostare i mobili e buttare tutto quello che non sento mio. Così da avere più spazio per i miei libri, magari per il mio futuro libro. Ho già ripulito tutto il mio armadio e la mia libreria dai vecchi adesivi che ci avevo appiccicato sopra, ci sono stata tutta una sera, con l'aria calda dell'estate che entrava dalla finestra. Non si può più fare, ormai le sere e i mattini sono diventati freddi e rimpiango così tanto quel caldo soffocante che gli altri detestano, perché io lo adoro, la mia pelle lo assorbe e si fortifica, amo il sole, amo agosto, gli odori e le sensazioni dell'estate...
Comunque oggi ho preso uno scatolone di cartone e ho cominciato ad aprire tutti i cassetti: tra cose che odiavo, ho anche trovato i libri della mia infanzia, una mia bambola di stoffa e il contenitore della sabbia magica, quella che si poteva immergere in acqua e poi quando la tiravi su era già asciutta.
Erano tutti così ingialliti, i miei libri sembravano di un'epoca passata da quanto erano rovinati, la mia bambola di stoffa non aveva né abiti succinti né il volto truccato come le bambole di adesso, al posto del naso aveva una perlina di plastica di quelle che si usano per creare le collane con tanto di buco in mezzo.
Non sono mai stata una ragazza nostalgica, tendo ad andare avanti senza guardarmi troppo indietro e ad accettare i cambiamenti, ma ci sono davvero rimasta a vedere come la mia infanzia sembrasse lontana. Quegli oggetti avevano qualcosa di diverso, di sorpassato che faceva capire che non ci potrebbero essere sicuramente in uno scaffale di un negozio di giocattoli.
Io amo il progresso e voglio che ci sia, solo che ogni tanto vorrei che il tempo si fermasse un attimo giusto per assaporare meglio sentimenti che tra dieci anni saranno scomparsi. Il tempo scorre, la lancetta  dei secondi lo scandisce con decisione e noi la lasciamo fare, noi permettiamo davvero che i nostri vecchi mobili si riempiano di polvere, permettiamo che i nostri libri giacciano in una soffitta polverosa e non diamo loro la possibilità di esistere. Forse perché crediamo che se noi non li usiamo più, allora loro smettano di vivere... ma non è così, gli umani invecchiano, gli umani muoiono; gli oggetti sono quelle cose che ci ricordano il rispetto per il passato, per coloro che hanno contribuito a formare il presente.
Progresso per favore fermati, solo per un secondo, un secondo prezioso che ci ricorderà che prima c'è stato il vinile, poi i cd, poi itunes, adesso musica pirata che si scarica gratuitamente e in futuro niente più cantanti perché non avranno i soldi necessari per vivere. Progresso fermati perché gli umani non capiscono che non sono infiniti come i numeri e che in salita dopo l'uno c'è lo zero.

Fermate la mia mano prima che dia loro uno schiaffo e si mettano a piangere!

Avril Lavigne - Rock 'n Roll

Non li sopporto i ragazzi che quando passi ti squadrano credendosi la persona migliore del pianeta.
Non sopporto quelli che ridacchiano come ragazzine senza staccarti gli occhi di dosso. Mi mettono in imbarazzo, mi fanno arrabbiare, alla fine scoppio e li guardo così male che sono costretti ad andarsene. Amo chi è sicuro di se stesso, ma non chi ostenta al massimo la propria sicurezza. Stanno in gruppo come delle pecore e sono certa che non hanno altrettanta materia grigia.
La mia faccia quando uno di loro cerca
di articolare una qualsiasi frase di
senso compiuto.
Pensano di apparire affascinanti agli occhi delle ragazze, ma io, dal canto mio, li trovo solo incredibilmente stupidi. Mi ricordano quelle ragazze così sceme da ridere in continuazione senza alcun motivo e urlare come se un uragano si stesse abbattendo loro addosso (magari). Quelle che parlano solo di trucchi, unghie, tacchi e di come morirebbero per gli one direction. Ma i ragazzi possono essere anche peggio perché ormai le ragazze deficienti le si conosce, al contrario i ragazzi ti urlano dietro e se non ti volti continuano, dicono cose stupide aspettando che tu rida e sembra che si siano messi la vinavil sugli occhi da quanto li tengono fermi su di te senza guardarsi mai intorno. 
Un giorno forse capiranno che i tacchi mi fanno schifo, che non mi vestirò mai di rosa e non riderò mai come quelle sceme delle mie compagne, che mi beccherei volentieri un pugno in faccia pur di non stare con loro, che adoro il rock 'n roll e che a me piacciono i maschi veri. Quelli che non hanno paura di graffiarsi, che giocherebbero volentieri con me a calcio, quelli che fanno ridere, non piangere, quelli che si svegliano una mattina e mi dicono: "partiamo" senza portarsi dietro effetti di massima necessità come il profumo, il cellulare con la connessione per tenere aggiornato il profilo o la piastra per capelli. Forse capiranno che del loro bel faccino non me ne faccio niente, che vederli ubriachi in discoteca non mi attrae affatto e mi lasceranno in pace a divertirmi sul serio con un ragazzo capace di sudare (sì, si fa ancora) per vincere la sfida che gli propongo.

Diciamo che, prima di dirvelo, ho dovuto avere il tempo di accorgermene...

In questi giorni ho aperto gli occhi su tante cose e, stranamente, questo mio rendermi conto mi ha fatto ancor di più amare la scrittura e credere di potercela fare.
La prima cosa che ho fatto è stata cancellarmi da Facebook. Mi sono accorta che era inutile, che non m'interessava conoscere i fatti di persone con cui non parlo nemmeno. Ho pensato che le persone che tengono a me, mi rimarranno vicine nonostante tutto e se mancherò loro, mi chiameranno, mi troveranno. Ho pensato che tutto ciò che mi sarebbe interessato sapere, sarebbe uscito dalle bocche di persone amiche, che mi parlano anche al di fuori di Facebook, che mi chiamano per andarsi a fare un giro o a mangiare una pizza.
Ho pensato che, se mai dovessi interessare ad un ragazzo, questo non potrebbe andare a vedere le mie orribili foto o leggere quello che scrivevo e poi scrivermi a sua volta, ma dovrebbe per forza venire da me e parlarmi. Ho pensato che tutto è molto meno falso in questa maniera e non avete nemmeno idea di quanto io mi senta realizzata (?).
E poi è successa un'altra cosa, mi sono resa conto che spesso le persone non prendono seriamente come me la scrittura o le loro passioni. Mi sono resa conto di quanto questo paese abbia bisogno di persone che scrivono libri per uno scopo preciso: per far immaginare mondi lontani, per fare aprire gli occhi, per fare apprezzare dei tratti della vita che non si mostrano a tutti. Ora comprendo cosa voleva dire quella persona che mi diceva che non se ne poteva più di leggere manoscritti di gente che si improvvisava scrittore senza un minimo di amore per quest'arte.
Ma essere scrittori non è una MODA, essere scrittori è qualcosa che senti dentro con cui nasci e se poi sei fortunato, si manifesta.
Essere scrittori prevede talento, amore, passione, immaginazione, studio e impegno; è un lavoro a tempo pieno che sfianca e che terrorizza. Essere scrittori significa essere capaci di stare notti intere davanti a uno schermo o ad un foglio di carta con le mani che s'intorpidiscono e con la testa che scoppia dal dolore. Essere scrittori significa voler trasmettere qualcosa che ci appartiene, anche una delle più futili, avere il coraggio di esprimere noi stessi, di mettere a nudo qualcosa che teniamo nascosto nell'angolino più profondo del nostro cuore. Non ci si improvvisa autori, come non ci si improvvisa cantanti, musicisti e attori. Ma è il duro lavoro che forgia la persona, che forgia la mente e scrivere veramente per persone che ti leggono si può prendere come un gioco, ma si deve sapere che non lo è.
Ah, certamente, detto questo: tutti possono provarci, ma, almeno secondo me, devono andare incontro a qualcosa di difficile nella quale si deve mettere l'anima.

Buon Compleanno a me! (Con la voce del Cappellaio Matto!)

Questa non è una giornata calda a casa mia, come non lo era quella di 17 anni fa proprio qui. Si stava bene, stavano tutti bene, anche quella bambina nata per uno strano caso di fortuna esattamente quel giorno, il giorno dopo ferragosto.
Ed eccoli passati, 17 anni della mia vita sciolti come neve al sole. I sedici anni non esistono più, ma quest'anno è stato speciale, come tutti gli anni alla mia età. Quest'anno ho scoperto il mio tipo di musica, ho scoperto la mia cantante preferita. Quest'anno ho scritto per otto mesi e poi ho perso tutto. Quest'anno ho ottenuto una proposta importante e ho letto tanto di generi che non sono miei. Ho sofferto tanto per gli amici e per un amore che dovevo lasciare andare già due anni fa. Ho riso ancor di più, facendo la stupida come sempre. Ho colorato una maglietta con il logo dei Nirvana. Ho cercato il mio stile in qualsiasi cosa e alla fine l'ho trovato. Ho trovato una squadra da tifare, una squadra che mi piace davvero. Ho pianto, riso, sanguinato e ogni giorno mi sono svegliata la mattina cercando di portar fede a ciò che ho imparato dal mio film preferito: The Help: ho cercato di combattere ogni giorno e non arrendermi.
Sono felice dei miei sedici anni e ho tanti progetti per i miei diciassette e voi, cari 165 (Dio, quanti siete!), spero che mi seguirete sempre e che ascolterete la malinconia e la drammaticità e, alle volte, anche la positività di questa blogger diciassettenne che ogni giorno non sa dove andrà a finire!
Auguri a me!

Segnalazione!

Bene signori, oggi sono qui per parlarvi di due libri della scrittrice Ella Gai che mi ha contattata per diciamo segnalarveli e poi farne una recensione.
Vorrei dire che i libri in questione sono in formato digitale e come sapete io non compro libri in questo formato per principio, perché io sono assolutamente pro cartaceo, ma Ella mi ha inviato gratuitamente i due libri e quindi mi sembra giusto leggerli e recensirglieli.
Detto questo passiamo a illustrarveli.


Il primo libro è ROSSA COME LA PASSIONE
di ELLA GAI
lunghezza: 33 pagine
costo: 1.99 €
genere: letteratura erotica (non ho mai letto un libro di questo genere nonostante il bum di quest'anno)
Trama: Gaia Hearts è una bella ragazza di venticinque anni, dal carattere solare e allegro. Si è appena laureata in marketing e progettazione e non avrebbe mai immaginato che, il primo giorno di lavoro, in una delle aziende cosmetiche più grandi d'Europa avrebbe ricevuto una "proposta particolare" dal suo capo, Stephan Barney, l'uomo che può tutto, l'uomo dai mille misteri. Riuscirà Gaia a rinunciare a tanti anni di studi e alla sua integrità morale per accettare la proposta? Oppure, gli risponderà con due di picche? Sarà davvero una proposta casta quella di Stephan? Oppure brama qualcosa di molto più forte? Perché lei, dopotutto, è il colore dei suoi desideri.

Qui il link per acquistarlo in formato kindle.


Il secondo libro è NERA COME LA LUSSURIA
di ELLA GAI
lunghezza: 65 pagine
costo: 1.99 €
Trama: "La vendetta è un piatto che va servito freddo" questo è quello che Gaia Hearts dopo l'indecente proposta ricevuta da Stephan Barney, il suo capo. Solo che non ha fatto i conti con il suo bisogno di denaro e di lussuria e con i fili del destino che a volte sono manipolati non dalla casualità, ma da qualcuno più potente. Lei rappresenta ciò che lui non riesce a "comprare". Lui rappresenta per lei l'arroganza, il vizio e la presunzione. Il gioco del tira e molla ha inizio, ma chi detta a chi le regole del gioco? Chi perderà l'anima e chi invece la ritroverà? 

Qui il link per acquistarlo in formato Kindle. 

Qui il link del suo Twitter.
Qui il blog ufficiale. 
Vi farò presto sapere cosa ne penso dei suoi libri con sincerità e, nel caso che non mi piacciano, ovviamente lo dirò e ne spiegherò anche i motivi, in caso contrario (che preferirei nettamente) farò lo stesso. Ciao bloggerucci cari! :D

Un appello a tutte le scrittrici e gli scrittori di YA (tanto chi vuoi che mi ascolti!)

Lana Del Rey - Body Electric

Mi è capitato in questi giorni di ricominciare a leggere dopo un lungo periodo di assenza dalle mie amate pagine scritte e mi sono imbattuta nell'ennesimo triangolo amoroso.
Non che mi dia fastidio, perché anche se i triangoli amorosi non li capisco e ne farei volentieri a meno, non è questo il punto critico.
Il punto critico è l'evoluzione che caratterizza SEMPRE uno dei due ragazzi del triangolo. Come si sa, c'è un ragazzo buono, gentile e un po' timido e uno che si può definire il classico cattivo ragazzo.
Io sto parlando del classico cattivo ragazzo che diventa una specie di cane da borsetta della ragazza.
Lo detesto! Una persona forte, orgogliosa, sicura di sé fino all'impossibile, spavalda, furba e assolutamente fantastica come il cattivo ragazzo, non può e sottolineo NON può mettersi a pregare ai piedi della ragazza perché gli regali un po' del suo femmineo tempo!
E vado davvero fuori dai gangheri quando l'autrice fa sì che l'amore venga supplicato solo perché in questo modo crede di far venire fuori il lato compassionevole e buono del cattivo ragazzo.
E allora tu che faresti, signorina saputella? Starete pensando voi. Che farei? Prima di tutto facendo supplicare una persona dal carattere forte non la rendi innamorata, la rendi subordinata e poi, scusate, ma io farei sì che il ragazzo urli alla ragazza il proprio amore, che si arrabbi, che sia frustrato, così esce la parte debole, la perdita del controllo è debolezza, è l'arrendersi all'amore, ma in un modo che può stare su un certo tipo di ragazzo e se pensate che la parte debole debba implicare un pianto, avete assolutamente ragione, lo farei piangere, piangere lacrime di passione, accese d'amore, non piagnucolare!
Perché care signore autrici e cari signori autori: l'amore ti cambia, ma, al contrario di una pozione, non ti fa diventare uno stupido cagnolino, ti fa diventare un forte drago. E l'amore si urla, si grida; per quanto è forte lo si butta fuori incandescente come una fiamma. L'amore non si supplica. Mai.