Scommetterei la mia vita... Buon Natale!

I Bet My Life - Imagine Dragons

Cos'è esattamente dare amore ad una persona?
Io credo che dare amore a qualcuno consista nel donare ciò di cui quella persona ha bisogno e amarla di conseguenza.
Quindi se qualcuno ha bisogno di essere abbracciato, il regalo potrebbe essere un abbraccio. E secondo me sarebbe molto più apprezzato di, che ne so, un peluche che ti dice: ti abbraccio.
Alle volte, fare regali è facilissimo e basterebbe ascoltare veramente. Altre volte, però, ci si tappa le orecchie pur di non sentire le richieste degli altri.
E le richieste che prima sono sussurrate, ora risultano urlate.
Si forma un cerchio di sporcizia, un cerchio sbagliato che costringe tutti.
Se amo qualcuno, gli do ciò che desidera e non ciò che io desidero per lui.
Com'è che si dice...? Se ami una persona lasciala libera. A me sembra che, in questo mondo, più ami una persona, più cerchi d'intontirla convincendola dell'amore che le stai donando.
C'è qualcosa di falso nel regalare un libro di Agatha Christie a qualcuno che ama Cesare Pavese solo perché noi siamo convinti che Agatha Christie sia meglio. E' un tarpare le ali e poi pretendere di essere colui che ha dato l'inizio al volo.
Perciò, se una persona desidera la libertà e se io amo quella persona, è la libertà che devo dare, per quanto duro sia. E si può non dare la libertà, si può decidere, però non si può più affermare di amare.

E sì, l'amore non è dolcezza, delicatezza e sicurezza; l'amore è battaglia, sforzo, rischio; l'amore è sofferenza e felicità. No l'amore non è facile, siamo noi che ce ne siamo convinti. Ed è per questo che l'amore è raro, ed è per questo che: chi trova un amico trova un tesoro, ed è per questo che la parola amore è forse la più difficile da usare nel vocabolario. Ci vuole delicatezza per maneggiarla. E quando si dice che si ama, quando lo si dice con serietà, bisogna esserne davvero sicuri; sicuri del fatto che, da lì in poi, la strada è tutta in salita e si è pronti ad affrontarla.


E non ho ancora ben capito se sto chiedendo scusa o sto credendo di aver ragione, forse entrambe le cose. Io scommetterei la mia vita per te, ma sappi che c'è ancora tanto da capire... comunque: Buon Natale a tutti e vogliate bene. Poi, se amate, meglio per voi!

Sprofondare

Do I Wanna Know? - Arctic Monkeys

Adoro sprofondare nelle tenebre, dalle mani ai piedi, con le estremità di pelle eburnea che spiccano contro il nero dell'oscurità. Sprofondo nella sua voce roca come l'ultimo dei do. Sento l'odore del proibito e l'eccitazione della paura. La ruggine sulle mie mani e la cenere sui miei piedi.
Il basso rugoso della sua voce mi rimbomba in testa.
Ho la pelle così chiara che posso vedere, in trasparenza, il mio cuore che batte e il sangue che scorre attraverso vene e arterie.
Potrei essere su un treno che corre nella notte. Vedo tutto sfocato.
Sento l'odore della paura e l'eccitazione del proibito.
Fuori di me, i matti ridono.
Le labbra sono ferite dalle spine di una rosa. I capelli sono una leggera tenda nera.
Niente brilla nella notte, non ci sono colori nel nero. Il profumo delicato delle rose e l'odore forte dei profumi.
Nella notte niente è chiaro, niente è apparenza. Nella notte tutto è realtà.
Nella notte il mio sangue cade sulle tue vene.


PS. Gli Arctic Monkeys mi fanno quest'effetto!

Mani fredde, cuore caldo

Scare Away The Dark - Passenger

Avete presente quella sensazione di gelo polare alle mani d'inverno? Forse a voi non accade, ma io ho le mani sempre tremendamente fredde, ghiacciate, direi.
Mia madre, quando ero più piccola, mi diceva: "Mani fredde, cuore caldo". E da allora mi sono sempre immaginata il mio cuore che ribolliva di calore. Il mio cuore come un fumante involucro che al suo interno aveva della dolce cioccolata profumata e bollente.
Crescendo ho capito che ho le mani troppo lunghe. Mani con dita affusolate e lunghissime, mani da pianista, le chiamano.
Mi piacciono le mie mani, nonostante il congelamento persistente. E' come se le mie dita riuscissero ad entrare più a fondo nelle parole, più in profondità nei sentimenti di cui scrivo.
Eppure, non so, il concetto del cuore caldo mi è rimasto impresso. A fuoco.
Il mio cuore si accende con molta facilità. Suppongo che creda che, se si raffreddasse anche lui, mi potrei tramutare in una statua di ghiaccio.
Il mio cuore si accende davvero troppo in fretta, però lascia che il suo fuoco passi da me alle altre persone e questo mi piace. Sin da piccola, effettivamente, con un sorriso rincuoravo gli altri, facevo felici gli anziani, i bambini, accarezzavo, senza eccezione, ogni cagnolino e coccolavo ogni gatto.
Ero un piccolo cuoricino con le mani fredde che distribuiva amore.
E lo sono tutt'ora. Non mi piace l'immagine della donna di ghiaccio, una donna che entra nella tua vita e ti lascia un alone di mistero. Mi piace l'immagine di una ragazza che entra nella tua vita, anche per un giorno, e ti lascia il ricordo di un sorriso sincero.
Un attimo... e sarà come bere una sorsata di cioccolata calda in una fredda giornata invernale.

Segnalazione! A un passo dalla vita

Buongiorno! Io sono ancora immersa nell'aria mattutina anche se è mezzogiorno, ma è anche domenica e quindi è comprensibile!
Oggi sono qui per presentarvi un libro. Sapete quanto mi piace far conoscere autori emergenti italiani a qualche persona in più e questo è uno di quei casi.

Il libro in questione s'intitola: A Un Passo Dalla Vita.
L'autore è Thomas Melis.
La data di pubblicazione è: 24 ottobre 2014
L'editore: Lettere animate editore.


Trama:

È una Firenze fredda, notturna e mai nominata quella che fa da palcoscenico alla storia di Calisto e dei suoi sodali, il Secco e Tamagotchi. La città è segnata dalla crisi globale, dietro l’opulenza pattinata del glorioso centro storico si nasconde la miseria dei quartieri periferici. Calisto è intelligente, ambizioso, arriva dal Meridione con un piano in mente e non ha intenzione di trasformarsi in una statistica sul mondo del precariato. Vuole tutto: tutto quello che la vita può offrire. Vuole lasciarsi alle spalle lo squallore della periferia – gli spacciatori albanesi, la prostituzione, il degrado, i rave illegali –, per conquistare lo scintillio delle bottiglie di champagne che innaffiano i privè del Nabucco e del Platinum, i due locali fashion più in voga della città. Calisto vuole tutto e sa come vincere la partita: diventando un pezzo da novanta del narcotraffico. Cupamente, nella rappresentazione di un dramma collettivo della “generazione perduta”, schiava di un sistema socioeconomico degenere e illusa dalle favole di una televisione grottesca, si snoda questa storia di ingiustizie e tradimenti, ma anche di amicizie e amori forti tragicamente condannati. Perché il male non arriva mai per caso e la vita non dimentica mai nulla, non perdona mai nessuno.

Il libro costa 2,99 € e purtroppo è disponibile solamente in versione digitale. 
Questo è il sito che vi rimanda al libro e al suo possibile acquisto: Qui per maggiori informazioni e per acquistare!

E ora un piccolo parere personale, perché detesto essere troppo fredda o distaccata. Io non ho letto il libro, ma parlando di narcotraffico e problemi sociali, suppongo possiate capire che ne sono molto attratta. Io stessa scrivo a proposito di queste problematiche, anche se in un modo più romanzato. Questo libro mi sembra molto forte, un libro che o ti piace o no, intravedo anche un fondo politico e... lasciatemelo dire, tanta rabbia e tanto rammarico per la situazione dei giorni nostri.
Credo che, scritto bene o no, questo non lo posso sapere, questo libro, semplicemente per le tematiche, dovrebbe essere maggiormente evidenziato e non lasciato in disparte solo perché l'autore è emergente e/o italiano.
Per ragioni di correttezza non posso consigliarvelo, ma posso consigliarvi di dare un'occhiata alla presentazione e alle recensioni (se poi non foste del tutto convinti l'autore ha messo a disposizione un'anteprima delle prime pagine del libro) solo per il fatto che secondo me ne vale la pena, per la trama e per l'attualità del messaggio.
Alla prossima!

De brevitate vitae

"Tamquam semper victuri vivitis, numquam vobis fragilitas vestra succurit"

"Vivete come se doveste vivere in eterno, mai vi sovviene della vostra caducità" Seneca, De Brevitate Vitae.

Seneca è tutto. Un tragediografo, uno scrittore, un poeta, un filosofo, un precettore. Seneca ha scritto ciò che di più bello si possa leggere, ha scritto delle lezioni di vita.
Seneca ci dice, ci urla nelle orecchie, che non siamo immortali, ci dice che siamo dei vigliacchi con la paura della morte, ci dice che sprechiamo ciò che di più importante disponiamo: il tempo.
Noi viviamo come se dovessimo vivere in eterno, non ci rendiamo conto che un giorno ci spegneremo, potrebbe succedere tra un giorno o tra dieci, cento, mille anni, ma noi progettiamo e rimandiamo come se avessimo tutto il tempo del mondo, come se il futuro esistesse.
Il futuro non esiste, ma questa non è una realtà amara, bensì una dolce constatazione con cui conviviamo da sempre.
Ciò che Seneca vorrebbe che capissimo non è: vivere freneticamente perché il tempo fugge, non è vivere perennemente nell'ansia della morte; quello che Seneca intende è che dovremmo vivere con la consapevolezza che tra uno, dieci, cento, mille giorni potremmo morire e con la sicurezza che quando succederà saremo felici.
Ogni giorno noi scordiamo quanto siamo fragili, quanto in realtà la nostra vita sia appesa ad un filo sottile e non capiamo che dobbiamo vivere, non semplicemente lasciare che il tempo scorra, ma vivere.

Quindi posticipare, non serve, è inutile, è stupido. Adesso è reale, il dopo vive solo nelle nostre menti.

Alto come il cielo

In un paesaggio dove il freddo e il gelo si manifestano alla vista, nasce la vita. Come se volesse beffarsi di Dio, un albero cresce, cresce, cresce, alto fino al cielo.
Il cielo, grigio e lattiginoso, accoglie il verde intenso dell'albero e quel suo profumo che risveglia le sensazioni.
Il profumo penetrante del pino perforerebbe le narici di qualsiasi essere vivente. C'è solo lui, tutto il resto sa di acqua. Acqua che viene dal cielo, acqua che ristagna in terra sotto il ghiaccio.
E il gelo diventa fumo; fluttua sopra il ghiaccio minacciando di attaccare l'albero.
Ma il pino lo accoglie, fa del gelo una fonte di vita, fa del gelo il motivo per cui i suoi aghi rimangano verdi e in salute.
Il verde acceca ancora, alto, bello e profumato; si staglia e troneggia, alto come l'aurora.

Libertà e tutto quel che segue

Un tir mi ha quasi travolta. Una ruspa non mi ha vista mentre passavo. Un ciclista ci ha quasi messo le penne. Senza questi quasi o sarei morta o in galera. Tutti simpatici aneddoti per dirvi che ho passato l'esame per la patente e che ora mi sto allenando alla guida.
Sono decisamente un pericolo pubblico, però me la cavo. Guidare mi piace, mi dà una sensazione d'indipendenza e di libertà che, voi saprete, mi sta molto a cuore.
La libertà... me ne sto concedendo tantissima negli ultimi tempi, sto cominciando a dire quel che penso senza paura. Voi non noterete la differenza (qui sul blog ho sempre espresso i miei pensieri), ma qui, a casa, a scuola e tutto quel che segue (citazione da giovane Holden di Salinger), la differenza si nota non poco. Ho sempre avuto vergogna di parlare di fronte alla gente, ho sempre avuto paura che i miei pensieri fossero sbagliati, in qualche modo, e così, se non con poche eccezioni, mi sono sempre trattenuta dal dire la mia in occasioni che non fossero scrivere temi o litigare con la mia compagna di banco. Ho iniziato ad intervenire a lezione. Ero stufa che la gente pensasse che fossi stupida solo perché non parlavo molto, credevano che non avessi una mia mentalità, una mia idea, e allora tutti si stupivano sempre quando dicevo qualcosa d'intelligente, senza sapere che pensieri del genere mi vagavano perennemente in testa. Dicevo che frequentavo lo scientifico e le persone si stupivano, dicevo che mi piaceva scrivere e tutti si stupivano, anche la mia prof di matematica pensava che io fossi stupida, solo perché in matematica non sono una cima... Ho fermato quest'onda di stupidità e mi sono autoproclamata "persona intelligente". Sì, ho abbattuto tante barriere che mi proteggevano, ma adesso la gente mi segue. Adesso le persone mi guardano in modo diverso, mi guardano come io guardavo i miei amici più spigliati, mi guardano come si guarda una persona che ha una personalità forte e che spicca; ma questo non è il bello. Il bello è poter dire che amo Leopardi, che adoro studiare filosofia, che so chi è Puskin e che adoro Emily Dickinson. Bello è poter dire che l'attimo fuggente è uno dei miei film preferiti e che, sì, le feste sono fantastiche e essere invitati ogni volta è anche meglio, ma io preferisco lo stesso l'odore dei popcorn e il fragore di un film al cinema in presenza di una persona speciale.


P.S. COMUNICAZIONE IMPORTANTE.  
Un ragazzo di nome Michele mi ha scritto sulla mail di valutare un suo testo. Io ho scritto la mail di risposta, ma non me la fa inviare all'indirizzo perché dice che non è valido.
Se il ragazzo volesse contattarmi con un'altra mail ne sarei felicissima e potrei dare un parere al suo testo!

Solo una manciata di...

Impressioni di Settembre - PFM (Premiata Forneria Marconi) 

C'è una catena di liquori davanti a me e una catena di atomi di carbonio sotto la mia penna.
Il profumo di November Rain mi piace, ma mai quanto la canzone che sto ascoltando.
Fichte è un pazzo, Shelling è inutile e Pascal è il mio maestro di vita.
C'è profumo di pioggia, ma fuori c'è il sole.
Uno scherzo.
Quel liquore ha quaranta gradi e quell'altro ne ha quindici.
Metil-benzene.
Kant non mi ha insegnato niente, ma è comunque un genio.
Gandhi non ha mai vinto il Nobel per la pace.
Uno scherzo.
Progressive rock. Mug. Un vecchio sintetizzatore.
Quel liquore avrà cent'anni.
Questa canzone avrà l'età di mio padre.
Leopardi è del 1798.
Talete mi sembra finito ieri. Socrate parlava di api, adoro Socrate. Adoro Aristotele.
Adoro questa canzone.
Il sole filtra dalle finestre. Il sole ha cinque miliardi di anni.
La pioggia... la pioggia da quanto tempo cade? Quattrocento milioni di anni fa, gli esseri viventi, sentivano lo stesso odore che sento io adesso?
E il fanciullo di Pascoli esiste ancora? Le previsioni di Huxley del 1932 si stanno avverando?
E Seneca...?
Seneca aveva ragione, il più vecchio aveva ragione. Orazio diceva Carpe Diem e Seneca ci spiegava come non sprecare il tempo. Ciò che di più prezioso abbiamo.
Voglio cancellare la Ford-T, voglio cancellare la guerra, voglio cancellare Fichte. Ma non posso, nessuno può. Perché il tempo non torna più.
Il meglio non è fuggito come il tempo. Il meglio è adesso. Ascoltare i vecchi saggi ci porterebbe a una nuova meravigliosa era. Seguire il loro esempio. Che anche una sola persona segua il loro esempio. Ma solo una? Sì, solo Una, perché: "–Di tante stelle marine arenate sulla spiaggia, molte moriranno, ma Questa vivrà– disse il bambino e ributtò la stella in mare".
Solo Una persona, solo Un secondo, solo Un minuto, solo Un giorno, solo Un anno, solo Un secolo. Tante note fanno una canzone. Tante persone fanno un mondo. Tanti secondi fanno una vita.

He for she

I Will Be - Christina Aguilera

Sono sempre stata una femminista sfegatata, una di quelle che voleva la parità a tutti i costi. Tutto è iniziato quando da piccola ero a catechismo e il don era venuto a darci i fogli d'iscrizione per fare i chierichetti. Io ero andata là tutta convinta e avevo apposto la mia splendida firma da bambina di sette anni sul foglio. Inutile dire che quando la catechista ha visto il mio nome ha quasi lanciato un urlo e mi ha enormemente rimproverata di non conoscere la regole dei chierichetti: le femmine erano escluse.
Quella volta mi arrabbiai davvero e da lì cominciarono i miei problemi con la Chiesa ecc..., ma questa è un'altra storia; comunque ricordo che pensai: "Non è giusto, io voglio fare il chierichetto".
Da quel momento partirono le mie indagini su cosa fosse proibito alle donne e stilai una lista di cosa avrei fatto (su quella lista c'era anche diventare papa).
Perché vi sto raccontando questo? Perché da non molto ho scoperto una campagna dell'Un Women che si chiama HeForShe. In breve è una campana per la parità di genere e si chiede agli individui di genere maschile di apporre una firma se si è d'accordo e agli individui di genere femminile di divulgare la campagna. Io l'ho fatto perché semplicemente mi sembrava giusto.
La parità di genere è qualcosa in cui credo fermamente, qualcosa per cui voglio battermi, anche se non so ancora in che modo. Mi sta a cuore e mi sta ancora più a cuore quando penso che esistano davvero delle persone convinte che la parità di genere esista già o quando penso al governo Renzi e alle sue amate quote rosa, le quali risultano ancora più discriminatorie della vecchia disparità.
Così, maschi, se siete d'accordo con me e con la ragazzina che voleva fare il chierichetto, fate una firma qua: http://www.heforshe.org. E, se non vi ho ancora convinti, almeno provate a leggere quello che si dice nel sito dell'UN Women.
Per convincervi invece che il sessismo esiste ancora e tanto, vi lascio un video, che spero guardiate, perché è rivelatore, rivelatore anche per chi ha sempre sostenuto di apprezzare quello che ancora oggi viene catalogato il sesso "debole".

Pace per la fragilità della vita.

Life's For The Living - Passenger

Semplicemente fragile. Tanto fragile che si può rompere con un soffio di vento o con una spinta. Una spinta, un coltello, del veleno...
Un pezzo di vetro, un sacchetto di plastica, una pallina di piombo.
Fragile. Fragile tanto da spezzarsi in un attimo. E in un attimo le sensazioni smettono di esistere, la forza che ci reggeva in piedi cede, le emozioni abbandonano il nostro corpo.
Il mondo continua a girare.
Nonostante sia così fragile, quel grande, pazzo mondo non smette di ruotare, su se stesso e intorno al sole.
E' così fragile che anche una parola la può frenare, bloccare e finire.
E quando si smette di essere fragili si abbandona la bellezza del sentirsi tali. Si abbandonano le fragili anime che vagano per la Terra, si abbandonano i colori e i profumi.
Si abbandonano le lacrime salate e le labbra amare.
Si abbandonano i dolci occhi e i calmi sorrisi.
Si finisce e si abbandona. Quando qualcosa diventa sicuro si smette di vivere. La vita è solo pericolo e fragilità.
La vita è fragile, ma riesce a sfidare la morte giorno dopo giorno.
Pensare che le persone dovessero mettere a repentaglio le proprie vite con una baionetta davanti e un'altra dietro... pensare che alcune persone decidessero per la vita di migliaia... no. La vita è fragile. Fragile, così fragile che deve essere rispettata e temuta. Proprio come la morte.
La pace è l'unica maniera. La pace rispetta la vita e accetta la morte.
Con la pace le persone amano la vita e si rendono conto che la morte è solo parte di essa. Pace. Pace per la fragilità della vita. Pace per il rispetto. Pace perché è giusto. Perché eroe non è chi incita alla morte. Eroe è chi incita alla vita.

Voglio tentare di capire

M83 - Wait

Non serve vivere per sempre.
Basta poco.
Anche solo un secondo e tutto il resto del tempo è perduto.
A volte basta che ti arrivi al cuore e la felicità divampa.
Piangere senza ragione e ridere senza conoscerne il motivo sono le più alte forme di tristezza e di felicità.
La ragione è una prigione alle volte. Ci blocca quando vorremmo ridere e ci lascia arrabbiarci. Perché la rabbia è un sentimento nobile e la tristezza no, in questo mondo.
Mi piace dire di essere triste quando lo sono e mi piace anche dire di essere felice. Mi piacerebbe dire di essere davvero felice senza che nessuno mi guardasse con l'aria di sapere tutto.
Sono Felice. Sono FELICE. Sono dannatamente felice.
Non so perché, non lo voglio sapere.
Sono felice anche quando sono triste. Accetto e sorrido. Accetto e sono me stessa.
Soffro, piango, mi faccio del male e gli altri mi fanno del male, ma sono comunque felice.
Mi sento frustrata quando agli altri sembra non interessare niente di quello che faccio, ma sono comunque felice di averlo fatto.
Mi sento male quando a qualcun altro non interessa niente di quello che sono, però sono felice di esserlo. Di sapere di esserlo. Di non essere solo qualcosa di vuoto. Di avere qualcosa dentro.
A volte vorrei qualcuno che davvero volesse provare a conoscermi. Vorrei qualcuno che desiderasse indagare i miei pensieri. Ho tanto da dire, eppure nessuno mi vuole ascoltare.
Sono comunque felice.
Ho tanto da dire. Ho tantissimo da dire e per ora lo scrivo perché ancora non esiste chi mi ami così tanto da tentare di capirmi.
Voglio tentare di capire una persona, è il cammino dentro la felicità.

Nuova Grafica!

Buongiorno miei cari!
Sono qui perché negli ultimi tempi mi sono fatta aiutare da una persona speciale per migliorare il mio blog dal punto di vista estetico.
Ho deciso di non cambiare il nome del blog nonostante la grafica perché ne ero troppo affezionata, ma sorpassiamo...
La persona in questione, colei che ha fatto diventare il mio blog da semplice blog casalingo ad un blog degno di questo nome è: Iole di Iolecal.
Il suo blog, come già saprete, è colmo di aiuti per noi poveri blogger che con la tecnologia abbiamo ben poco a che fare; e, volendo si può richiedere a lei stessa qualcosa di personalizzato. Come vedete, il risultato è ottimo.
Quindi vi intimo, vi ordino, sono un medico (non è vero) e quindi vi prescrivo di andare a dare un'occhiata al suo blog perché, sul serio, non vi deluderà. Ce n'è per tutti i gusti!
Comunque, tornando al mio blog, potete notare come lo stile sia molto più semplice e pulito, che era esattamente l'effetto da me desiderato. Da dire non c'è molto, anche perché il più lo noterete, ma sono rimasta impressionata dalla quantità di dettagli che si sono modificati grazie a Iole. Dettagli che fanno comprendere ancor di più la cura e l'impegno con cui Iole ha rivisto il mio blog.
Se ve lo steste chiedendo, il contact form ora è nella pagina: Contatti e s'intona perfettamente con il blog in sé.
Credo di aver detto tutto... Ovviamente non finirò mai di ringraziare Iole e desidero farlo anche in un modo sostanziale, ma per il resto, è tutto sotto i vostri occhi e, non so voi, ma a me, quello che vedo, fa letteralmente impazzire!

Imprecisione

Quando il Diavolo ci mette le corna. 
Detestavo tante cose e ora, per magia, le adoro. 
Domani inizia la scuola: quinta liceo... ma non importa perché non è un dramma. E' solo un'altra tappa. E' l'anno conclusivo. Voglio viverlo alla grande. Come se fosse l'ultimo. 
Vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo. Quest'anno sarà così importante e io mi sento piena di energia. Non voglio pensare al futuro, oggi è già abbastanza bello. 
Sfrontatezza, irrequietudine, meraviglia, inaspettato. 
E se anche non sarò sfrontata, sarò irrequieta. E se anche non ci sarà meraviglia, sarà inaspettato. Per ora sento che ognuna di queste parole mi appartiene. 
Forse però la parola che meglio mi descrive è: imprecisione.
Sono imprecisa. Tanto imprecisa che inizio le frasi con la "e" e che mi piacciono i punti e gli stacchi violenti. Mi piace la violenza delle parole, la brutalità e la dolcezza fuse insieme. E questo è impreciso. Così impreciso che rischia quasi di diventare uno stile proprio, qualcosa di personale. Ma, la personalità, è difficile da accettare e a volte, chi ce l'ha, la reprime. 
L'abbiamo tutti. Tutti. Senza eccezioni. 
Così, un lavoro, un opera, un figlio, non devono essere universali, ma personali, e perciò non possono piacere a tutti. 
Perché le armonie di Bach non sono quelle di Mozart. Perché i libri di R.R. Martin non sono quelli di J.K. Rowling. Perché c'è imprecisione. 
L'imprecisione... quella minuscola goccia di qualcosa che ci rende unici.
Ho un'idea in mente. Quelle che avevo preventivato mi annoiano. Ho un'idea semplice e il Diavolo (diavolo!) ha deciso che la devo provare sulla mia pelle. Ha deciso di metterci le corna.
   

One day

These Are The Times To Remember - Jill Colucci

Un giorno potremo dire che mille ci hanno rifiutati e che mille ci stanno rimpiangendo.
Un giorno potremo dire che eravamo inarrestabili. Invincibili. Onnipotenti.
Un giorno potremo dire che non è facile, niente è facile, ma che il ricordo rimane sempre. Un giorno potremo raccontare e sognare di ritornare.
Un giorno guarderemo questo mondo con occhi diversi e penseremo che anche tu ci riuscirai.
Il giorno dopo ricorderemo da soli. Ci rintaneremo nei nostri pensieri e sorrideremo al nulla.
Un giorno potremo raccontare che non è andata affatto come ce l'aspettavamo, è andata molto molto meglio. E quel giorno di primavera abbiamo deciso tanto e niente insieme.
Scuoteremo la testa perché sapremo molto di più.
Staremo in silenzio perché vorremo riassaporare la vita così forte e bella come la sentivamo. Un giorno chiuderemo gli occhi e ci sentiremo onnipotenti. Penseremo che volare non è poi tanto difficile. Penseremo che tutto è importante. Penseremo che il coraggio non salta una generazione, è la sorte che lo fa. La sorte avversa che si preclude a quello che ami. Ma quando abbiamo scoperto cosa davvero ci faceva sentire felici, allora anche il nostro coraggio nascosto si è risvegliato.
A volte penso che un giorno potrò dire che sono molto felice. Altre pure.

Bomb

Cherry Bomb - The Runaways

Una miccia, uno stoppino, qualcosa pronto ad accendersi. E' lì, freddo, che attende inesorabilmente il momento in cui si sentirà vivo.
E poi c'è un accendino, un accendino con il fuoco dentro, fuoco che non riesce a trattenere. Un fuoco che darebbe vita al mare.
E attacca. E la miccia prende il fuoco, lo assorbe, bramosa di calore e di vita. Ma il fuoco è troppo e assorbirlo tutto è impossibile. Ogni via d'uscita si spegne. E la miccia brucia. Brucia senza pietà dell'accendino che continua a liberare il suo fuoco. La miccia finisce, ma l'accendino non aveva preventivato quanto essa fosse legata a qualcosa di molto più pericoloso.
Strettamente legata. Indissolubilmente legata.
Legata ad una bomba. Una bomba che quando scoppia trascina tutti e tutto. Compreso l'accendino e il suo fuoco. Scoppia come una bomba, perché lo è.
Lo si vede negli occhi che è una bomba pronta ad esplodere, lo si vede negli occhi.
E più amore le dai e più odio le dai e più fuoco le dai, più la bomba esplode veloce e potente.
Libera odio o amore che sia in un modo violento.
E' una bomba. Ed è pronta a travolgerti.

The Very Inspiring Blogger Award!

E' tempo di premi qui sul blog! :D 
Era da tanto in effetti che non ne ricevevo, forse perché ormai nel giro delle conoscenze qui su blogger avevamo già terminato i premi esistenti!
Comunque, mi è stato assegnato il premio The Very Inspiring Blogger Award da due blogger fantastiche! E le regole sono: 
  1. Ringraziare la persona che ti ha nominata
  2. Elencare le regole e visualizzare il premio
  3. Condividere sette fatti su di te 
  4. Nominare altri 15 blog e far loro sapere che sono stati nominati
  5. Mostrare il logo del premio sul tuo blog e seguire il/la blogger che ti ha nominata 
Ringrazio tantissimo Miss Dafne di Apri le porte della fantasia e Antonietta Mirra di L'amica dei libri
Grazie moltissime ad entrambe! :D 
Ora è tempo di condividere 7 fatti su di me (che non ho già condiviso? Oh, sarà difficile): 

1-Dall'altra sera uno dei miei film preferiti è: Vita da strega, con Nicole Kidman (che non mi è mai piaciuta, ma che quel film mi ha convinta a riconsiderare), guardatelo! 
2-Sono una maniaca dell'ordine, ma non in tutto, la mia camera per esempio è un macello, ma i miei quaderni, i miei appunti, la mia collanina preferita e qualsiasi cosa a cui tengo molto devono rimanere in un luogo preciso e se vengono spostati dò di matto.
3-Mi piacerebbe tantissimo nella vita essere ambasciatrice delle United Nations o fare parte di un'associazione culturale e che s'impegna nel sociale, per esempio: Reporters without frontiers o Freedom Writers (uno dei Freedom Writers originari, tra l'altro, mi segue su Twitter!) 
4-Sto progettando, l'anno prossimo, nell'unico mese che avrò a disposizione per le vacanze di andare a fare qualcosa di produttivo, pensavo al volontariato in Romania. 
5-Desidero tantissimo trovare una persona con cui progettare di fare dei viaggi, una persona con cui, ogni anno tirerò a sorte per scoprire quale sarà la meta di quell'anno.
6-Adoro le persone, mi piace vivere con la gente, da sola mi sento triste, se andassi a vivere in Nuova Zelanda (Paese che adorerei visitare), morirei di solitudine, non ce la farei mai, troppi paesaggi e troppa poca gente. 
7-Il mio genere preferito di musica è il rock, quello mescolato con l'Indie oppure con il country o ancora l'alternative e il soft, ma mi piace in generale una bella voce, per esempio quella di Ariana Grande in questa canzone (che non è proprio il mio genere) che è davvero eccezionale:Ariana Grande – One Last Time

Nominare altri quindici blog (15 sono tantissimi!), ma posso farcela: 

E... basta perché non ne conosco altri! O almeno altri a cui potrebbe interessare o che non l'abbiano già ricevuto. Per questa volta è tutto, ma la prossima vorrei tornare a pubblicare un testo un po' più letterario, uno di quelli che scrivevo un po' di tempo fa, non so perché, forse per il fatto che lavoravo già molto sul libro, non ne ho più scritti e mi mancano tantissimo, perciò alla prossima!

Libro finito...

People Help The People - Birdy

Buongiorno a tutti!
Oggi ho una notizia da darvi, due diciamo. La prima, meno importante, è che ho provato a mettere delle pubblicità sul sito, non ne metterò più di due, per ora rimane una e così va bene. L'ho fatto perché ero curiosa di provare, tutto qui, spero non vi diano fastidio, se lo facessero, basta dirlo e provvederò.
La seconda notizia invece è molto più importante e anche più emozionante probabilmente solo per me.
Ecco... Ho finito il libro. L'ho scritto tutto. Ci ho messo ben tre anni, l'ho perso, l'ho ricominciato, l'ho mezzo abbandonato, ma quest'estate ci ho messo l'anima e alla fine sono riuscita a finirlo. L'altro ieri. Ora lo sto rileggendo e sto correggendo le imperfezioni nella trama e gli errori di battitura (anche se lo ricontrollavo ogni volta che scrivevo un nuovo capitolo). Quando avrò finito di ricontrollarlo lo manderò, dovrò selezionare per bene le case editrici e per questo ho chiesto aiuto al caro Zio Scriba che è stato molto gentile a darmi una mano! Ho deciso che manderò il libro a delle agenzie letterarie non a pagamento, giusto per farmelo leggere e ottenere un'opinione e poi lo manderò ad una casa editrice che con il primo libro si era dimostrata molto gentile e mi aveva dato consigli utilissimi, spero davvero che potrò pubblicarlo con loro.
So che sembro tranquilla, ma in verità sono davvero emozionata. Non è un libro perfetto, ma a me piace molto e non l'ho scritto male, ci ho messo tutta me stessa e spero davvero che possa piacere. In quel libro ho lasciato parte del mio cuore. Non so ancora come chiamarlo, ho un titolo approssimativo, ma non mi piace moltissimo, comunque se lo pubblicherò, la casa editrice sarà in grado di aiutarmi su questo.
Devo ringraziare anche voi perché quando volevo abbandonare questo libro, voi mi avete detto di continuarlo e così è nato il primo vero romanzo della mia esistenza, quindi grazie, grazie mille.
Adesso vedremo, vedremo come continuerà la nostra impresa, spero che vada bene!
Un grande bacio a tutti voi e grazie ancora!

Campeggio

Pattie Smith - Because The Night (Grazie Alic per avermi fatto scoprire questa canzone!)

Mi ero portata libri e computer, perché sapevo che avrei scritto e letto, salvo le pause cibo. Invece non è andata così. Due ragazzi hanno bussato al mio camper e mi hanno chiesto se volevo far amicizia con loro e da lì è iniziata la mia vacanza al campeggio.
Il rapporto con loro si è instaurato fin da subito, è stato splendido e siamo andati insieme a cercare altre persone. Abbiamo trovato tre ragazzi di Vicenza e un ragazzo di Torino. Venivamo tutti da zone diverse, chi Perugia, chi Firenze, chi appunto Vicenza e Torino. Parlavamo tanto perché di noi non sapevamo niente. Ci sedevamo al bar a chiacchierare, che film ci piacciono, se leggiamo o no e tanto altro. Una volta abbiamo parlato di quali erano le nostre aspirazioni per il futuro e mi ricordo che ho pensato che erano tutte belle, ma diverse e che qualunque genitore non le avrebbe apprezzate. Quando finisce la speranza per il proprio futuro? Alcune persone sono fortunate e non finisce mai, ma altre...
Il primo giorno siamo andati al mare. L'acqua era caldissima, il sole rovente e i punti dove si toccava non finivano mai, così siamo andati a largo e abbiamo iniziato a giocare a pallavolo, mentre giocavamo parlavamo e ridevamo. Credo di non aver mai riso così tanto.
La sera uscivamo in paese, il paese era carino e si riempiva sempre di sera, era troppo piccolo e perciò camminare nel centro era un suicidio, così insieme agli altri andavamo alla terrazza sul mare dietro al castello. La terrazza era piena di scogli e ci siamo seduti a guardare il cielo e ad ascoltare musica.
Il secondo giorno è andato più o meno allo stesso modo, se non fosse stato che i ragazzi di Vicenza dovevano partire e che non ci volevamo pensare.
Quella sera ci siamo rifugiati in spiaggia, abbiamo riso, scattato foto e guardato le stelle cadenti. Io ne ho viste tantissime e per ognuna ho espresso sempre lo stesso desiderio. Alle due di notte ci siamo salutati, un po' goffi, ma dispiaciuti.
"E' stata l'amicizia in due giorni più bella della mia vita" ed è stata davvero amicizia.
Il giorno dopo rimanevamo in quattro. Afflitti perché dovevamo cercare nuovi amici e non ne volevamo, ma ansiosi di provare. I primi sono stati tanto noiosi, ma tanto noiosi che li abbiamo lasciati stare, anche perché avevano sempre una scusa per andarsene. Abbiamo fatto lo slalom per il campeggio e abbiamo trovato un ragazzo, quattordici anni e leggeva Agatha Christie, sì, faceva per noi. Abbiamo iniziato a fare amicizia e poi abbiamo trovato altri due fratelli di Milano, di cui uno simpaticissimo. Ho anche scoperto che sono cugini di un mio amico che vive qui. E insieme a loro abbiamo creato un nuovo gruppo. Con loro la mattina andavamo in giro e ci sedevamo a parlare di cose stupide sul muretto dietro al bar e sempre con loro il pomeriggio siamo andati a giocare a calcio saponato. Devo dire che avevo un po' paura, ma poi mi è passata, perché è stato un pomeriggio divertente come pochi. La sera siamo usciti come al solito, non è importante dove siamo andati e cosa abbiamo fatto, l'importante è stata la compagnia. Però quando abbiamo scoperto due che facevano sesso in macchina, è stato abbastanza divertente. La verità è che ci sembrava di vivere in un film e questa era la cosa speciale. Ci sentivamo fuori dalla realtà, credevamo di conoscerci da sempre e ci comportavamo come se ci conoscessimo da sempre. E così è andata avanti, fino alla fine, con tutti gli addii, fino al mio.
Il mio addio è stato il più brutto perché conoscevo gli altri da una settimana e il legame si era rafforzato. La sera del mio addio ci sono stati splendidi fuochi d'artificio sul mare e ci sono stati abbracci a non finire. Non smettevamo più di abbracciarci e poi ci siamo salutati. E la mattina sono partita. E' andata così, il film è finito, ho compiuto diciott'anni e mi sono resa conto che tra venti giorni ricomincia la scuola, sono in quinta liceo e non ho ancora fatto un compito, però è stato bello. Ho vissuto in un film, ho vissuto un esperienza magica, che pochi altri conoscono e non li dimenticherò mai. Gliel'ho promesso.

Indimenticabile

Hotel California - The Eagles

Ieri è stato il mio compleanno, il diciottesimo e, per chi desiderasse chiedermelo, mi sento esattamente uguale a prima. Certo adesso potrei bere e fumare, cose che non faccio. Posso prendere la patente, cosa che mi emoziona abbastanza. Finire in prigione, non in quella minorile, anche se mi sembra abbastanza improbabile. Giocare d'azzardo, ma per favore, e quando lo farei. Farmi un piercing o un tatuaggio, questo potrebbe avere un risvolto positivo... Comunque non credo che avere diciotto anni sia tutto questo. Ho diciotto anni e potrò partecipare ad un sacco di concorsi letterari che gli anni scorsi non potevo fare, posso provare a creare una mia indipendenza, riuscirci per il futuro. Ho diciotto anni, sono felice di averli, ma finora tutto qui. La scorsa settimana sono andata in campeggio, non ve l'ho detto perché credevo avrei passato una settimana noiosissima senza nessuno e invece ho conosciuto un gruppo di amici straordinari. Giocavamo a uno e a cluedo, giravamo a piedi, ci facevamo bagni che duravano una mattina o un pomeriggio, ridevamo e ci guardavamo le mani dopo un bagno lunghissimo. La sera di solito uscivamo in paese, a mezzanotte rientravamo in campeggio e andavamo al mare, ci sdraiavamo e guardavamo le stelle fino alle due di notte. La notte era perfetta per ascoltare buona musica, ma davvero buona musica, e parlare di argomenti importanti e sentirsi come in un libro o in un film. Potrei sul serio scrivere un libro sull'ultima settimana che ho vissuto e sono certa che i lettori rimarrebbero a bocca aperta a sperare che accada anche a loro.
E' stato magico, magico sentirsi come fratelli dopo tre ore. E' stato bello vedere le stelle cadenti ed esprimere desideri silenziosi, o vedere la luna grande e bianchissima, o quella rossa, rossa come Marte.
Sono in queste settimane che capisco che la realtà supera sempre la fantasia.
E' stato semplice, una vita dentro le vite. Nessuno di noi sapeva niente dei problemi degli altri, almeno fino a che non arrivava la notte e tutti i segreti venivano a galla.
La maggior parte delle persone che conosco hanno passato il giorno del loro diciottesimo a ubriacarsi per bene fino alla mattina. Io invece ho conosciuto degli amici straordinari che aspettavano l'alba insieme a me mentre ci raccontavamo storie che sono già sepolte, e poi il giorno l'ho passato con la mia amica e abbiamo parlato, tutto qui. Non volevo grandi feste, probabilmente ce ne sarà una, ma non ne volevo ora. Ora volevo che rimanesse la magia e sono riuscita a restare felice.
Quest'estate giuro non me la dimenticherò mai, non dimenticherò i fuochi d'artificio e noi seduti in spiaggia a guardarli. Non dimenticherò tutti gli abbracci che non abbiamo ancora finito di darci. Giuro che me lo ricorderò per sempre.

New York New York



Passeggio per le strade di New York, ma come un'italiana. Gli altri guardano solo avanti, come se dovessero raggiungere una meta posta all'infinito. Vanno avanti e non si guardano indietro, camminano veloci destreggiandosi tra il traffico. A New York c'è qualsiasi cosa, qualsiasi attrazione che possa piacere ai turisti, ma io non voglio essere una semplice turista, l'idea di scattare foto di qualsiasi cosa senza un motivo non mi ha mai attratta. Il primo giorno lo splendore di questa città immensa mi ha stupita davvero. Il traffico è rumoroso e di ogni genere. Accanto mi sfrecciano i taxi insieme alle limousine, i calessi con i cavalli si fanno strada tra pedoni e biciclette. La gente passa con il rosso e con il verde, le macchine passano con il rosso e con il verde. Cerco di informarmi su come muovermi per New York perché sono l'unica che parla inglese, alla fine trovo il bus per turisti, ma meglio di niente. A New York c'è puzza. Una puzza tremenda di feci e rifiuti e ai bordi delle strade la mattina sono ammonticchiati sacconi neri di spazzatura. Il primo giorno mi rendo conto di quanto costi il cibo qui, costa molto, è troppo per qualsiasi stomaco e alla fine il portafoglio viene svuotato e il cibo sprecato. Il cibo viene buttato via... I camerieri escono dai ristoranti e, senza la minima cura dei barboni mezzi morti fuori dal locale, gettano cibo buono nella spazzatura. Prendo l'autobus e comincio ad orientarmi. Vedo New York dall'alto. Scendo una fermata prima dell'Empire State Building per fare una passeggiata e poi entro all'Empire. Salgo con l'ascensore per una settantina di piani e mi godo la vista di New York. Che città bella e spietata. Il MoMA non è niente di che, Museum of Modern art... a parte Van Gogh, di vera arte ce n'è poca, solo pittori strapagati per un diavolo di puntino su una tela. Il secondo giorno mi oriento molto meglio. Passo in autobus per varie zone e mi rendo conto del degrado. A New York persone con la borsa di Gucci passano accanto a persone che stanno per cadere a terra dalla fame. Central Park è bellissimo. Davvero. Il tributo a John Lennon è meraviglioso, ma la gente che ci butta il culo sopra la vorrei ammazzare. La gente che calpesta la scritta Imagine vorrei picchiarla. Quando tutti stanno facendo una foto mi butto in mezzo, mi bacio la mano e la poggio sulla scritta. Così impari a mettere il tuo culo gigantesco sopra il punto dove hanno ammazzato l'uomo più geniale di questa terra.
Il terzo giorno, mentre vado al Metropolitan, passo davanti ad un cimitero e vedo che c'è un bar in mezzo al cimitero, vedo anche gente con tramezzini e coca cola che pranza sulle panchine davanti alle tombe. Queste persone non hanno il minimo rispetto per i morti. Come cazzo si fa a mangiare un panino quando davanti sottoterra c'è il cadavere di un uomo? 
Il Metropolitan però è magnifico. Times Square è ugualmente magnifica. Entro in mille negozi, ma per lo più guardo, perché comprare mi sembra stupido. Chiedo ad un signore dove si trova la sede del New York Times e quello mi guarda senza capire.
The newspaper” spiego, ma lui sembra non capire, allora lo chiedo ad un poliziotto e quello, dopo mille volte che mi chiede se intendo davvero il giornale e se sono sicura di quello che gli sto chiedendo, mi dice la strada e l'avenue dove trovarlo. Vado alla sede del New York Times e lo ammiro da fuori e faccio una foto.

Il quarto giorno lo passo all'American Museum of Natural History e a vedere tutti quelle riproduzioni di animali mi viene una gran tristezza e una voglia matta di vedere degli animali veri.
L'ultimo giorno lo passiamo a passeggiare e ancora vedo dei barboni, alla fine non ce la faccio più, entro in uno Starbucks e compro un panino da regalare ad un barbone, lui mi ringrazia e la gente continua a passarmi accanto come se non esistessi.
Amo New York perché lì posso stare sola in mezzo alla gente” diceva Audrey Hepburn. Magari a lei piaceva, ma a me la gente a New York non è piaciuta affatto. New York è una bella città, ma è disumana e lì non si pensa altro che a sperperare i soldi e mangiare. Ovunque andassi c'erano negozi di generi alimentari, ma pochissime librerie, io ne ho vista solo una ed era anche nascosta.
Mangiare, mangiare, mangiare sempre mangiare. Mangiare nei musei, mangiare davanti ai morti, mangiare sul punto dove hanno ammazzato un uomo, mangiare sempre e comunque senza il rimpianto di vedere un uomo che smania per il panino che hai lasciato a metà e buttato nel cestino.
Città bellissima e spietata. 

Home

Oggi sono tornata dall'America.
Quando sono tornata mi è passato un unico pensiero per la testa: questa è casa mia. Amo l'Italia e amo casa mia. 
Cerchiamo, cerchiamo ostentatamente il posto giusto per noi. Giriamo il mondo e conosciamo persone senza vedere che alla fine torniamo sempre qui. A casa: l'unico posto che non ci abbandonerà mai perché è chiuso nel nostro cuore. 


Happy Holidays!

Amici miei, come state? Spero bene, lo spero davvero, spero che stiate passando delle splendide vacanze.
Volevo avvisarvi che domani partirò, domani andrò in un posto in cui ho sempre desiderato andare, forse non il mio preferito, ma almeno ne avrò uno da spuntare dalla lista. Non porterò con me il computer e quindi non credo di riuscire a scrivere dei post, ma con il cellulare risponderò sicuramente ai vostri commenti. Mi porterò un blocco per gli appunti e delle penne così potrò scrivere e poi quando sarò tornata farvi un resoconto, forse più di uno perché avrò tanto da raccontare! Sono così emozionata. Da leggere in viaggio mi sono portata: La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker, che è un bel mattoncino e mi farà compagnia per un bel po'.
Tornerò circa fra due settimane, quindi aspettatemi!
Intanto vi auguro una splendida estate per le prossime due settimane (perché poi ve l'augurerò ancora) e vi saluto, ma solo per ora!
Vi voglio bene!

Gaza.

"Non abbiamo alcun interesse ad uccidere civili innocenti e ci rammarichiamo sempre quando i civili vengono colpiti, ma questo tipo d'azione, secondo me, è stato uno dei nostri più grandi successi" Sharon.

Credevo che la responsabilità sulle vite di persone innocenti spettasse a tutti coloro che la vita ce l'hanno ancora. E' una vergogna, uno schifo, persone che non si rendono conto di ucciderne altre, persone che non sono in grado di comprendere la disperazione di persone che si vedono piovere sulla testa bigliettini che le avvertono che tra tre quarti d'ora le loro case saranno bombardate.
Dov'è l'umanità? Bisognerebbe mettere persone che dicono frasi così obbrobriose davanti alla morte da innocenti.
Nessuno di coloro che bombardano contro dei civili pensa che dei terroristi non cesseranno mai il fuoco vedendosi arrivare addosso altro fuoco?
Il rammarico e il dispiacere gli abitanti di Gaza lo sputerebbero in faccia a Sharon e avrebbero ragione. Qui tutti hanno colpe, tutti tranne i civili. Gli insegnanti, i bambini, le donne, gli onesti non hanno colpe e niente, NIENTE, potrebbe mai scusare qualcuno che butta missili su queste persone ben cosciente che di terroristi veri ne ammazzerà ben pochi.
La guerra porta altra guerra. La violenza porta altra violenza. E la stupidità porta altra stupidità, condita con una buona dose di fanatismo religioso: ebraico e musulmano.
Quindi sì, siamo arrivati al punto che sia Ebrei, sia Musulmani sono diventati dei criminali, dei terroristi, sono diventati uguali perché, checché se ne dica, il male quando lo si fa per qualsiasi motivo si imbastisca è sempre male. E uccide lo stesso.

Humans

Je ne regrette rien

Non, Je Ne Regrette Rien - Edith Piaf

Io e mia madre non parliamo tanto, il più delle volte discutiamo di cose che alla fine non interessano né all'una né all'altra, ma l'altro giorno mi ha lasciato esporle i libri che devo ancora leggere della libreria perché me ne vuole prendere uno.
Ne ho accumulati davvero tanti, saranno una trentina (carte sconto, sconti vari e promozioni fanno male alla salute) e tutti che non vedo l'ora di leggere.
Quando me l'ha chiesto sono rimasta deliziata, mi sono sciolta la coda che tengo per scrivere, mi sono alzata dalla sedia e, in mutande e con i calzini che strusciavano sul pavimento, ho aperto la libreria. Glieli ho spiegati tutti, la trama, quello che mi piaceva e quello che adoravo. Lei si è accorta e mi sono accorta anch'io, che non ce n'è uno che sia una storia spensierata e non drammatica. Ho questa strana predilezione per il dramma che lei non condivide. La verità è che sono quasi certa che nel novanta per cento dei libri un personaggio, anche principale muoia. Mi sto appassionando a leggere quello che scrivo. Nel mio libro non è morto nessuno e non ho intenzione di far stragi, ma sinceramente non è una storia tranquilla e spensierata, beh, bastava conoscermi per intuirlo.
Alla fine ne ha preso uno e ha voluto farsi giurare e spergiurare che in quel libro i protagonisti non morivano. Io gliel'ho assicurato, ma non credo di aver fatto bene...
Oggi ho trovato un gattino. Ho salito le scale tornando a casa e c'era un tenero gattino ad aspettarmi. Grigio con delle striature nere, davvero magnifico. Me ne sono innamorata. Poi è arrivata la madre, che mi ha guardata e ha lasciato che portassi a casa la sua piccolina.
Le ho dato il latte, un po' di prosciutto e un po' di pane. Lei se ne stava alla ringhiera a osservare le macchine che passavano. Quindi l'ho liberata, se vorrà tornare ne sarò ben felice, anche se dubito. Stamattina non ho scritto per niente, adesso vorrei rifarmi, ma la mia mente si è svuotata e non può farlo perché devo finire il libro e ancora ho sessantaquattro fogli A4 da riempire.
Non so cosa mi sia capitato superando i due terzi di libro, non mi è venuto il blocco dello scrittore, ma ho come paura di andare avanti, oppure non mi piace quel che scrivo. Ho provato a fare una pausa per due o tre giorni, ma non ce la faccio più, la voglia di continuare è troppa. Non faccio altro che pensare alla prossima pagina, al prossimo dialogo, al prossimo colpo di scena e allora mollo tutto e corro a scrivere. Forse sono malata. Penso sempre a scrivere, a leggere e a prendere la patente. Le feste e le discoteche non mi divertono più. Ho solo voglia di uscire all'aria aperta ogni giorno e prendere spunto per il prossimo capitolo. Una mia amica mi dice che sto sprecando l'estate, che l'estate bisognerebbe festeggiare e continua ad invitarmi in ogni discoteca possibile e immaginabile. Le dico sempre di "no". Non sento di star sprecando l'estate, sento che ogni mattina mi sveglio con la voglia di andare avanti e poi la discoteca non mi attira più, là dentro non ci capisco niente e nessuno è mai davvero interessato a conoscere nessuno, è solo un'accozzaglia di gente. Ballare mi piace, ma non così, lì a nessuno importa di ballare con te e per questo andarci sarebbe davvero uno spreco di tempo. Adoro sfogarmi, solo non in quel modo. E' tanto strano voler andare in un posto dove la gente veda la tua faccia per conoscere delle persone? E poi d'estate si dovrebbe fare quello che non si riesce in inverno. In discoteca ci si va tutto l'anno, per adesso a me importa scrivere.

Quel grammo in più

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Sto per andare a scuolaguida, sono tornata.
La vacanza ha avuto i suoi alti e bassi ed è stata strana, ma mai quanto quel ragazzo ho incontrato là. Non mi era mai successo, in un attimo è accaduto tutto, ancor prima che me ne accorgessi, ma non ne voglio parlare, fosse lo farò, velatamente, ma non oggi.
Oggi sono distrutta, scrivo da tutto il pomeriggio e non ce la faccio più, sono di quello stanco felice, quello di quando sei distrutto, ma stai comunque alla perfezione.
Bevo un caffè dopo l'altro e ogni tanto un sorso di vino. Mi sento una vecchia spugna ubriacona, ma ho come l'impressione che quel vino abbia una gradazione molto bassa, il caffè sembra avere effetti più forti del vino. Qui fa caldo, ma non è ancora il caldo che speravo. Stasera volevo uscire, ma poi ho pensato che effettivamente avevo più voglia di scrivere.
Non so voi, ma a me scrivere dà quel senso di esaltazione misto a stanchezza che si ha solo dopo essersi drogati, o almeno credo, non l'ho mai fatto.
I miei genitori hanno capito che non devono stressarmi, che esco quando ne ho voglia e che non lo faccio a tappe continue come gli altri. L'hanno capito anche perché quella volta che mi avevano detto che uscivo troppo poco, sono uscita di casa e sono tornata alle quattro, non ho fatto niente di che e li ho informati che avrei fatto tanto tardi e loro sono stati al gioco. Adesso se esco va loro bene e se non esco è lo stesso. Stasera vedrò, lungo il percorso per tornare a casa o anche prima.
Due mesi fa non avrei mai potuto farlo, scegliere di uscire mezz'ora prima di farlo, dico. Non so se i miei si siano rassegnati o se abbiano acquistato fiducia in me.
Forse hanno semplicemente realizzato che non sono niente di speciale come figlia ribelle, il massimo che riesco a fare è bere un bicchiere di birra mentre parlo con i miei amici di politica e poesia.
Certo l'ultima esperienza per loro è stata stupefacente, un ragazzo venticinquenne laureato, ballerino di electro dance/animatore che si avvicina una mattina alla loro figlioletta e le chiede in un colpo di uscire, ma l'unica ora per uscire è dopo il lavoro in campeggio, che finisce alle tre di notte. Questa cosa è stata stupefacente anche per me, non crediate. Ecco, l'ho detto, non mi sono trattenuta. "Assurdo" tutto quello che pensavo era assurdo. E poi non è stato così male, anzi. Io, però, ho tenuto che finisse tutto lì. Perché a me piace scrivere molto più dei ragazzi e questa cosa era davvero troppo impegnativa. Tutto senza pretese, com'è giusto che sia. Voi non avete idea di come io sia uscita da quest'esperienza, che, pur fulminea, mi ha donato un senso di sicurezza in me stessa che non avevo. Sto bene, ragazzi, sto davvero bene. Sono più portata a parlare con le persone, meno chiusa, sono davvero orgogliosa di questa vita. La conclusione di oggi è che tutti avremmo motivi per deprimerci, forse alcuni più di altri, ma tutti abbiamo dei motivi per essere felici. E la felicità non è perfezione, non è che tutto vada bene, per me la felicità in questo momento (e solo ora) è quel grammo di sicurezza che mi mancava.
Trovate anche voi la vostra temporanea felicità.

Un buco d'estate

(Direttamente dal campeggio con furore, come ho trovato la rete non so!)

Sono quelle cose che durano giusto quattro giorni, veloci a venire come ad andarsene. Una specie di sogno fulmineo, quasi non ci si rende conto di essere nella realtà che ci si è già scappati via.
Il mare è caldissimo e non sono ancora riuscita a trovare il punto dove non si tocca. Vado al mare, parlo con lui, faccio una passeggiata e poi un bagno. È tutto tremendamente tranquillo e perfetto. Nel pomeriggio mangio, leggo "Noi i ragazzi dello zoo di Berlino" fino alle tre e mezza e poi torno in spiaggia: se c'è bello faccio un bagno, altrimenti mi godo il vento e il profumo di mare. Poi torno e faccio un giro, ogni tanto lo incontro e parliamo del libro, è come un luogo fuori dal reale. La sera vado a cena, lo saluto e torno sul camper. Verso alle dieci torno in piazza e vedo lo spettacolo, poi la sera sto con lui. È davvero incredibile e irreale. È davvero qualcosa che non succede mai. Tra sole, nubi, costume e cambi continui, i capelli mi diventano sempre più chiari, la pelle sempre più scura e lentigginosa e gli occhi più verdi. È un salto, uno stacco e rimarrà così, un amore in una settimana, giusto per raccontarsi, da estranei quello che non interesserà mai a nessuno, se non a noi, nel nostro buco d'estate.

Aggiornamento!

Brooklyn Baby - Lana del Rey

Ho passato due serate davvero speciali e ora so che è estate. Sto iniziando la scuola guida, fino ad ora sono andata a due lezioni e ho incontrato tutto il mondo conosciuto.
Il primo è stato lui, quel lui degli inizi che molti di voi non mi hanno mai sentito nominare, ma non ha creato problemi, poi ho incontrato amici s'infanzia. Quasi non riuscivo a credere quanto fossero cambiati. Ed eccoci qui, ci siamo visti da bambini e adesso ci vediamo da quasi adulti, chi andrà in quarta, chi lavora già e chi, come me, andrà in quinta e questo sarà anno di esami e non si scherza. Ma che dico? Io scherzo sempre.
Lunedì parto per le vacanze, vado una settimana al mare e non vi so dire se ci sarà il Wi- Fi e potrò scrivere ancora. Non vedo l'ora di farmi tanti bagni e arrostire un po' al sole.
Il mio libro sta andando avanti alla velocità della luce. Passo gran parte del giorno a scrivere. Voglio finirlo entro quest'estate perché durante l'anno mi mancava solo il tempo, ma so già tutto. So come andrà avanti e come finirà. Ho fatto il calcolo, mi ci vogliono circa venticinque giorni, mettiamo trenta, quindi in un mese dovrei avere fatto. Sono così emozionata, amo talmente quello che faccio, anche se ieri ero distrutta e in piscina la sera mi stavo quasi mettendo a dormire.
E' uscito il nuovo album di Lana del Rey, che oltre ad essere la mia cantante preferita, è un'artista sublime le cui canzoni sono perfette da ascoltare mentre si scrive.
Vorrei scrivere per altre due ore, ma devo scappare, ditemi anche voi, se volete, dove andrete in vacanza quest'estate, che sono curiosissima! Adesso mi prendo un bel caffè e corro via!

Buone vacanze!! :D <3

Meme Book Tag

Oggi è Tag Post, l'altro giorno ho visto un Tag meraviglioso sul blog di Veronica - She was in Wonderland. So che non faccio molto spesso Tag, ma questo era fantastico e ho dovuto cedere.
Si chiama Meme Book Tag e vedrete quant'è bello!
PS. Ho deciso di non mettere i miei libri preferiti (ossia quelli che menzionerei in ogni risposta) per farvi conoscere libri di cui magari non avevate sentito parlare. Anche perché credo che lo scopo dei Tag sia proprio conoscere titoli e autori nuovi, perciò iniziamo :D

1. A quale libro stai pensando con quest'espressione?
(E' uscito finalmente un libro che aspettavi da tempo, cover reveal, ti sei impossessato del seguito di una serie che aspettavi)
Sicuramente Piccole Donne. Aspettavo di comprare quel libro da sempre, ma chissà perché non l'ho mai fatto, ora che ce l'ho in libreria, voglio leggerlo con tutta me stessa!



2. Un libro che hai iniziato a leggere senza tante aspettative, ma che poi ha saputo sorprenderti?
Senza dubbio Sangue Blu di Melissa de la Cruz, non davo niente a questo libro, ma mi ha davvero stupita quanto in realtà mi sia piaciuto!




3. Un libro che vi ha fatto piangere.
Non ce ne sono stati molti, alcuni mi hanno strappato qualche lacrimuccia, ma più per altro che per il libro in sé.
Quelli che mi hanno davvero commossa sono stati pochissimi, due per la precisione, ma citerò l'ultimo che mi ha fatto scendere una lacrima e che è stato Per una Volta nella Vita di Rainbow Rowell; non è stato perché sia finito male, piuttosto per un misto di vicissitudini che la Rowell ha espresso in modo tale da impressionarmi e farmi commuovere.

4. Un fatto, un avvenimento o una svolta in un libro che vi ha fatto rimanere di stucco.
Shadowhunters, tutti gli shadowhunters ti danno quei momenti in cui chiedi a Dio, perché diavolo hai fatto questo?!?!?



5. I'm Watching you! Guarda che ti tengo d'occhio.
A questa domanda hanno risposto tutti in modo un po' diverso, io preferisco il "ti sto guardando" riferito ad un dato personaggio di un libro che si comporta in modo strano. E direi Katniss in Il canto della Rivolta che non mi è piaciuta affatto e mi sembrava una bomba pronta ad esplodere.


6. Un libro che sia un mattone, un classico o qualcosa che vi rifiutate di leggere, ma che v'incuriosisce perché tutti ne parlano e prima o poi vi ripromettete di leggere.
Le cronache di Narnia, m'incuriosisce tantissimo, ma non l'ho mai letto ed è gigantesco, però lo leggerò, potete starne certi ;D


7. Oh God Why. Eppure dicevano di te che fossi imperdibile, un bestseller addirittura!
Mi è successo tante volte il contrario, tutti dicevano che facesse schifo e invece mi è piaciuto. Beh, invece in questo caso direi Uno Splendido Disastro che non mi è piaciuto affatto e che hanno adorato tutti -----___-----




8. Questa è la mia faccia da: "Sono andata a letto tardi per finire quel libro". Quale libro?
E finalmente ti dirò addio di Lauren Oliver. Non che mi sia piaciuto particolarmente, ma ricordo di aver finito ben tardi di leggerlo!



9. Mother of God. Toglietevi gli occhiali, affinate la vista, è comparso quel protagonista, il protagonista!
Ahah! Mi è successo solo due volte che amassi alla follia un protagonista maschile, la prima volta è stato con Tristan di La fiamma e l'arpa di Ruth Nestvold e la seconda volta con Jace di Shadowhunters! :D



Bene! Il Tag è finito, era così grazioso che non potevo perdermelo, se lo fate anche voi ditemelo che vengo a leggere le vostre risposte :D 

Oh, mente

E' iniziata bene. L'estate intendo. Tanto per cominciare, sono stata promossa senza debiti e questo è già un miracolo, ma almeno mi godrò appieno l'ultima estate della mia vita che durerà tre mesi.
E quindi sono ufficialmente in quinta. Ma non ci pensiamo.
Ancora non ho avuto il tempo di scrivere, ma oggi lo faccio, tutto il giorno, perché voglio e gli altri si possono anche fottere. Sto anche iniziando il corso per la patente, verso la fine di settembre suppongo che potrò guidare, dio non vedo l'ora. Mio padre dice che sembro un'africana albina, forse la mia ossessione per i popoli dell'Africa e del Sud America mi stanno facendo mutare i caratteri somatici.
Continuo a leggere libri Sud Americani e a comprarne di nuovi, giusto oggi ho acquistato L'amore ai tempi del colera e Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez. 
L'amore ai tempi del colera l'avevo già letto, ma non me lo ricordo più e il libro non era mio. Sono fissata con le cose serie: libri seri, musica seria, arte seria, eppure io non sono seria. Però ho la testa sulle spalle e questo mi basta. Devo chiamare un mio vecchio amico per chiedergli del suo viaggio in Africa. Ha passato sei mesi a Città del Capo, da quello che mi ha accennato non è stato facile, ma io voglio sapere di più e suppongo che accetterà di vederci per parlarne, perché sono davvero curiosa e sono intenzionata ad andarci, sono intenzionata ad avere più esperienze possibili finché mi è permesso. Anche se mia madre non vorrebbe. La faccio disperare non poco, non perché io sia una di quelle persone che esce la sera e torna che non sa riconoscere nemmeno dove abita, ma perché mi piace rischiare in altri sensi, forse peggiori dal suo punto di vista. Voglio tantissimo bene a mia madre e so che anche lei ne vuole a me, so anche che non dev'essere facile avere una figlia che s'informa di qua e di là delle cose più disparate, che va a parlare con le prostitute ai cigli delle strade o che è intenzionata ad iscriversi all'università più sciocca che si possa scegliere di questi tempi. Mi dispiace, mi dispiace tanto mamma, capisco che sarebbe migliore per il mio futuro decidere per un lavoro più logico, più sensato, capisco che i miei progetti siano un po' complicati e sono d'accordo, però voglio tentare e so che me lo lascerai fare. Mi hai cresciuta tu così, mi hai lasciata libera di compiere delle scelte e ti ringrazio ogni istante di ogni giorno per non avermi rinchiuso la mente. La mente, ciò che di più prezioso possiedo e che allenerò sempre e comunque, a costo di morire povera con un nuovo libro in mano.

We accept the love we think we deserve

"We accept the love we think we deserve" Stephen Chbosky, The Perks of Being a Wallflower.

Accettiamo l'amore che pensiamo di meritare. E' una frase del libro The Perks of Being a Wallflower (Il vantaggio di essere un "ragazzo da parete", un ragazzo timido) italianizzato in Noi Siamo Infinito, Ragazzo da Parete e del film Noi Siamo Infinito. Il libro è stato scritto da Stephen Chbosky e il film è stato diretto dallo stesso autore.
Sono un libro e un film strepitosi, con tanti spunti interessanti e frasi geniali. Una di queste è per l'appunto "accettiamo l'amore che pensiamo di meritare" ed è perfetta. Questa frase riflette come le persone non si innamorino davvero di ciò che meritano, ma credano di valere poco e si accontentano di altrettanto poco. Molto spesso per stupidi pregiudizi (è più piccolo di me, esce con le persone sbagliate, tutti dicono che sia snob o che abbia un ego smisurato ecc...) ci perdiamo la persona che amiamo davvero e che è molto meglio di un semplice ripiego.
O a volte pensiamo che l'altra persona sia troppo più di noi, che non ci guarderebbe mai e svalutiamo noi stessi. Nel libro e anche nel film, il protagonista è un ragazzo di sedici anni che s'innamora di una ragazza di diciotto. Da una parte lei si svende per ragazzi che non la amano, dall'altra lui non le dichiara il suo amore per paura. Sono comportamenti classici che si possono ritrovare benissimo nella vita di tutti i giorni. E non solo è triste, ma è anche ingiusto. La verità è che noi non ci innamoriamo mai veramente di chi crediamo essere la persona adatta a noi, perché l'essere umano, l'ho capito soprattutto indagando me stessa, ha uno straordinario istinto di autodistruzione ed è masochista, magari poco, magari tanto, ma lo è. Forse dovremmo fermarci e non spasimare forzatamente la persona che noi crediamo sia quella perfetta, per un mix di caratteristiche che non amiamo davvero, ma solo aspettare che la persona giusta venga da sé poiché l'amore noi esseri umani non solo non lo controlliamo, noi non lo comprendiamo.

La musica dell'arcobaleno

Over the Rainbow - Judy Garland 

E' così dolce la musica dell'arcobaleno. Dolce come il dondolio del vento, il sapore della pioggia e il profumo di gelsomini.
E' così forte il richiamo dell'anima. Forte come il rullo di tamburi che sentiamo nel cuore o lo sciabordare del nostro sangue bollente nelle vene.
La musica dell'arcobaleno vuole una chitarra, melodiosa e stonata. La musica dell'arcobaleno deve essere vista da occhi che piangono e ridono. Polvere e cenere oscurano l'arcobaleno e serve un temporale che scoppi su di noi e che ci faccia udire la sua musica.
La musica dell'arcobaleno ha un suono antico perché la prima volta che si udì un riso fu tantissimo tempo fa. Non esiste odio che la interrompa né amore che germogli senza di lei.
Lei arriva, quando meno te lo aspetti, un'armonica la intona per te e tu piano piano, nota per nota, ascoltandola, comprendi.

Farfalle

African Chill Out Music

Si parlava di gay. Si parlava di "farsi". Si parlava degli anni settanta e ottanta. Si parlava di Woodstock.
Woodstock si è svolto all'anniversario della mia nascita, dubito che sia un segno, ma lasciamo che io ci creda. Si parlava di concerti e di feste in piscina. Si parlava di estate. Si parlava di due di notte. Si parlava di droghe leggere. Di futuro. Di presente.
La parola Africa mi fa sognare. La parola bohémienne è perfetta per il mio ideale di artista.
Si dice che i giornalisti soffrano di mal d'Africa, ma io sono un caso patologico: ne soffro ancor prima di andare in Africa per la prima volta.
E chissà quando ci andrò, ma ci andrò. Oh, se ci andrò.
Ogni tanto mi chiedo perché il sabato sera si debba uscire. E' tassativo? Fosse per me scriverei per tutta la notte. Fosse per me uscirei solo settimana prossima. Ho così tante farfalle nella pancia che non me ne capacito. Perché? Andrò forse in Africa tra una settimana? Andrò forse in Brasile a parlare con gli abitanti delle favelas? Siamo tornati amici? Ho finito il libro? No, niente di tutto ciò. Eppure ci sono centinaia di dannate farfalle che non fanno altro che svolazzarmi nello stomaco.
Ho caldo. Ho paura di farmi baciare con le labbra umide di vapor acqueo e i palmi sudati. L'anno scorso, in questi giorni perdevo il mio libro. Ancora queste farfalle?!
Il culto del bello. Raffinatezza è una delle parole chiave, un lembo di pelle che si scopre per sbaglio è bello, una maglietta che nemmeno si vede è volgare. La lista di ciò che vorrei essere e di ciò che vorrei fare si allunga sempre più. E ho le farfalle nello stomaco. Giornalismo. Domande. Omosessualità. Razzismo. Paura. Libertà. Radioactive. Bohémienne. Brasile. Africa. Australia. America Latina. Grecia. Farfalle?! Speranza.
Spero tanto in me stessa. Finora è successo poche volte che mi deludessi. Posso riuscirci. Non è "farsi" il punto, non è la volgarità o la raffinatezza il punto. Non sono tutte queste parole e tutti questi posti il punto. Il punto è l'insieme e l'insieme mi dà speranza. Probabilmente il cumulo del mio desiderio dovrebbe abbattermi, ma mi rendo conto che tante di queste parole io lo sono già, che per tanti di questi ideali combatto già. In quei luoghi ci andrò e farò tutto quello che posso sempre con il sorriso sulle labbra e la speranza negli occhi. Magari stasera scrivo, magari esco e poi scrivo tutta la notte, magari lo bacerò con le labbra umide. Sono fiera delle speranze che ho e sono fiera di ciò di cui si parla, sono fiera della mia generazione perché le farfalle nello stomaco sono rimaste anche a noi. 

Il mondo


Il profumo è forte e stucchevole, quasi quanto l'incenso, con la differenza che questo non fa venire il mal di testa. Con questo caldo i fiori cuociono e la frutta marcisce. Ci sono strati di umido depositati ovunque. Il trucco delle ragazze si squaglia e i rossetti rossi colano fino al mento, mentre gli occhi pian piano diventano neri. Alle due del pomeriggio non c'è nessuno, quasi fosse un pomeriggio d'agosto. 
Mi preparo, m'insapono e m'infilo i primi vestiti che trovo, devo andare a comprare dei libri con i buoni che mi scadono il 31 di questo mese. Faccio una tappa in un negozio di vestiti, ma mi annoio in fretta e tutto quello che compro sono un rossetto color corallo e una cipria in stick rosata. Sono così semplici e leggeri che in estate non stoneranno affatto.
Esco e corro in libreria. Chiedo "Noi ragazzi dello zoo di Berlino" e la commessa lo trova. Chiedo "Il giardino d'estate" e con mia grande sorpresa trova anche quello. Infine le chiedo "La meccanica del cuore" e lei tutta felice e sorridente mi dice che l'aveva letto tempo fa e che l'aveva adorato e me lo va a prendere, perché sa perfettamente dove è messo. 
Adoro questo genere di cose, quando i commessi amano il lavoro che fanno. Mi dico che se mai non dovessi trovare lavoro da giornalista dopo la laurea, mi farò assumere in una libreria, così che le persone si sentano a loro agio e sempre rischiarate da un sorriso, anche in una giornata "no". 
Quando torno a casa, mia madre guarda i miei acquisti e si sofferma su "Noi i ragazzi dello zoo di Berlino". Lo guarda e mi dice: "Ah, questo è brutto". Ma non la prendo come un'offesa perché lei con brutto intende forte, drammatico, impegnato. Non è il suo genere insomma. Qualsiasi cosa che non sia Ken Follett non sarebbe il suo genere. Ho lo stramaledetto difetto di dover far vedere i miei acquisti al mondo e quindi mi sposto da mio padre e anche lui si sofferma sul romanzo di Christiane F. Poi sorride e questo mi stupisce alquanto. Ormai è risaputa la totale indifferenza di mio padre per la lettura. "Volevo tanto che qualcuno lo leggesse" mi spiega "Lo volevo fare io, ma sai che non riesco ad andare oltre le dieci pagine stampate". Lo abbraccio e vengo qui a scrivere questo post. 
Mi chiedo da chi abbia preso io. Da quel poco che so mi viene in mente un nonno, quello che non ho mai conosciuto. E' come un modello per me, un modello di cui non so praticamente nulla. So la sua fede, politica e religiosa, so il suo carattere e so che gli piaceva raccontare la verità. 
Ho fatto varie ricerche, nella mia famiglia non ci sono mai stati scrittori, né giornalisti, ma contando che ho origini del profondo nord e greche e arabe, beh, chi mai lo potrebbe sapere. 
Conoscere il fatto di avere parenti in tutto il mondo, Argentina e Brasile compresi mi fa sentire... mescolata. Sì, mescolata, come se nel mio sangue ce ne fossero tantissimi e forse è grazie a ciò che io non mi sento né nera né bianca, né ebraica né cristiana. Nella mia classe un ragazzo ha detto che non dovrebbero esistere le frontiere e tutti hanno riso perché è impossibile. Un'utopia. Sì, credo che sia vero, però io non ho riso perché anch'io mi sento così, anch'io sento di appartenere ad un mondo, non ad una nazione. 

Bellezza

Sono tornata per restare! (Dubito che per voi sia una fortuna eheh)!

Quest'anno si è discorso molto di bellezza. Se ne è parlato male e bene. Io tengo molto al concetto di bellezza, mi affascina, come tante cose. Per me la bellezza sono i fiori, i girasole o i papaveri. La bellezza è una canzone. Il sole è bellissimo, il caldo anche.
Gli amici sono bellezza, bellezza che si aggiunge a noi. Bellezza è la mattina. Bellezza è andare a dormire tardi e svegliarsi presto. Una grandissima bellezza è la chitarra elettrica.
Bellezza sono le parole che si uniscono tra loro. Bellezza è smettere di litigare e cominciare a volersi bene. Rivalutare le persone è bello. Guardarle senza la loro facciata.
La bellezza è un concetto complesso. Una ragazza bella può appassire facilmente, le basta truccarsi troppo o scoprirsi all'eccesso. Una donna bella potrebbe non appassire mai, perché la bellezza di una pelle tesa diventerebbe quella di un volto solcato nel quale le rughe si giostrano a formare dei soli intorno a occhi e bocca.
Bello è guardare oltre. Oltre, oltre, sempre oltre. Bello è lasciarsi il passato alle spalle. Bello è salutare i nemici con un sorriso.
Bello è lui che con me non litiga, che mi parla anche dopo un mio smacco, che mi fa ridere e che mi lascia vivere. Sognare è bellezza. Futuro è bellezza. Presente è splendore.
Bello è chi prende tutto con filosofia.
Bella è la ragazza, la donna, l'anziana che si guarda allo specchio e pensa che quelle occhiaie le stanno splendidamente. Bella è la fiducia in se stessi.
Bello è un bacio al sapore di mela. Bello non è l'urlo dell'imposizione, ma il sussurro della sicurezza.
Bello è lasciare su questa terra ogni briciola di noi stessi. Bello è mettersi in gioco, senza paura che gli altri non ci accettino.

What a wonderful world!

What a Wonderful World - Ramones 

Il sole splende e io sono così felice di poter finalmente indossare i miei splendidi occhiali alla John Lennon. Mi danno classe. Dannatamente perfetti.
Sto esplodendo come i fiori. Mi sento polline di soffione che vaga per il mondo e si eleva verso cielo e galleggia sul lago e si fa trasportare dai soffi di vento piacevole.
Potrei correre via e abbandonarmi al mondo. Potrei conoscere persone nuove ogni giorno. Potrei fare progetti ogni giorno e ridere ogni giorno. Potrei studiare tutto il giorno e poi, stanchissima la sera, avere ancora la forza di andare avanti. Sempre e comunque.
Credo sia meglio lasciare perdersi i rapporti con le persone che ci fanno stare male. Può sembrare una banalità, ma non lo fa quasi nessuno, me compresa. Rimanere aggrappata alle fonti dei nostri malesseri non ci risolleverà mai.
Ma uno dei miei più grandi sbagli, forse il peggiore è stato rimanere spasmodicamente abbracciata al passato. Amavo così tanto quegli splendidi anni che mi stavo dimenticando di quello che sto vivendo ora. Le persone di allora non sono più uguali, nemmeno sono io quella di prima.
Ho sempre detto che le persone religiose sperano in qualcosa d'inesistente e lo ritenevo stupido, ma io stavo facendo proprio così. Il passato non esiste più ed io mi stavo comportando da religiosa. Che ipocrisia. Sì, magari adesso non avrò la classe di allora, ma questa classe non è poi tanto male. Mi concentravo troppo su chi mi odiava, invece di apprezzare chi mi trova simpatica.
Avevo anche iniziato a fumare finché, all'ennesima sigaretta, non ho sbuffato, contrariata e schifata da me stessa, e l'ho scagliata a tre metri da me, mi sono avvicinata e lo schiacciata con tutto il peso del mio corpo, ho accartocciato il pacchetto mezzo vuoto e l'ho buttato nel cestino e poi ho smesso.
Perché vivere mi piace troppo.
Non mi rendevo conto che la felicità si trova nei piccoli momenti e nei piccoli inizi. Nei piccoli gesti come un abbraccio sincero, un nuovo amico, una presentazione e un saluto. I ricordi sono belli, ma sono trappole e io sto vivendo adesso. Voglio avanzare alla velocità della mia vita e guardarmi intorno, osservare questo splendido mondo che ci circonda.