He for she

I Will Be - Christina Aguilera

Sono sempre stata una femminista sfegatata, una di quelle che voleva la parità a tutti i costi. Tutto è iniziato quando da piccola ero a catechismo e il don era venuto a darci i fogli d'iscrizione per fare i chierichetti. Io ero andata là tutta convinta e avevo apposto la mia splendida firma da bambina di sette anni sul foglio. Inutile dire che quando la catechista ha visto il mio nome ha quasi lanciato un urlo e mi ha enormemente rimproverata di non conoscere la regole dei chierichetti: le femmine erano escluse.
Quella volta mi arrabbiai davvero e da lì cominciarono i miei problemi con la Chiesa ecc..., ma questa è un'altra storia; comunque ricordo che pensai: "Non è giusto, io voglio fare il chierichetto".
Da quel momento partirono le mie indagini su cosa fosse proibito alle donne e stilai una lista di cosa avrei fatto (su quella lista c'era anche diventare papa).
Perché vi sto raccontando questo? Perché da non molto ho scoperto una campagna dell'Un Women che si chiama HeForShe. In breve è una campana per la parità di genere e si chiede agli individui di genere maschile di apporre una firma se si è d'accordo e agli individui di genere femminile di divulgare la campagna. Io l'ho fatto perché semplicemente mi sembrava giusto.
La parità di genere è qualcosa in cui credo fermamente, qualcosa per cui voglio battermi, anche se non so ancora in che modo. Mi sta a cuore e mi sta ancora più a cuore quando penso che esistano davvero delle persone convinte che la parità di genere esista già o quando penso al governo Renzi e alle sue amate quote rosa, le quali risultano ancora più discriminatorie della vecchia disparità.
Così, maschi, se siete d'accordo con me e con la ragazzina che voleva fare il chierichetto, fate una firma qua: http://www.heforshe.org. E, se non vi ho ancora convinti, almeno provate a leggere quello che si dice nel sito dell'UN Women.
Per convincervi invece che il sessismo esiste ancora e tanto, vi lascio un video, che spero guardiate, perché è rivelatore, rivelatore anche per chi ha sempre sostenuto di apprezzare quello che ancora oggi viene catalogato il sesso "debole".

Pace per la fragilità della vita.

Life's For The Living - Passenger

Semplicemente fragile. Tanto fragile che si può rompere con un soffio di vento o con una spinta. Una spinta, un coltello, del veleno...
Un pezzo di vetro, un sacchetto di plastica, una pallina di piombo.
Fragile. Fragile tanto da spezzarsi in un attimo. E in un attimo le sensazioni smettono di esistere, la forza che ci reggeva in piedi cede, le emozioni abbandonano il nostro corpo.
Il mondo continua a girare.
Nonostante sia così fragile, quel grande, pazzo mondo non smette di ruotare, su se stesso e intorno al sole.
E' così fragile che anche una parola la può frenare, bloccare e finire.
E quando si smette di essere fragili si abbandona la bellezza del sentirsi tali. Si abbandonano le fragili anime che vagano per la Terra, si abbandonano i colori e i profumi.
Si abbandonano le lacrime salate e le labbra amare.
Si abbandonano i dolci occhi e i calmi sorrisi.
Si finisce e si abbandona. Quando qualcosa diventa sicuro si smette di vivere. La vita è solo pericolo e fragilità.
La vita è fragile, ma riesce a sfidare la morte giorno dopo giorno.
Pensare che le persone dovessero mettere a repentaglio le proprie vite con una baionetta davanti e un'altra dietro... pensare che alcune persone decidessero per la vita di migliaia... no. La vita è fragile. Fragile, così fragile che deve essere rispettata e temuta. Proprio come la morte.
La pace è l'unica maniera. La pace rispetta la vita e accetta la morte.
Con la pace le persone amano la vita e si rendono conto che la morte è solo parte di essa. Pace. Pace per la fragilità della vita. Pace per il rispetto. Pace perché è giusto. Perché eroe non è chi incita alla morte. Eroe è chi incita alla vita.

Voglio tentare di capire

M83 - Wait

Non serve vivere per sempre.
Basta poco.
Anche solo un secondo e tutto il resto del tempo è perduto.
A volte basta che ti arrivi al cuore e la felicità divampa.
Piangere senza ragione e ridere senza conoscerne il motivo sono le più alte forme di tristezza e di felicità.
La ragione è una prigione alle volte. Ci blocca quando vorremmo ridere e ci lascia arrabbiarci. Perché la rabbia è un sentimento nobile e la tristezza no, in questo mondo.
Mi piace dire di essere triste quando lo sono e mi piace anche dire di essere felice. Mi piacerebbe dire di essere davvero felice senza che nessuno mi guardasse con l'aria di sapere tutto.
Sono Felice. Sono FELICE. Sono dannatamente felice.
Non so perché, non lo voglio sapere.
Sono felice anche quando sono triste. Accetto e sorrido. Accetto e sono me stessa.
Soffro, piango, mi faccio del male e gli altri mi fanno del male, ma sono comunque felice.
Mi sento frustrata quando agli altri sembra non interessare niente di quello che faccio, ma sono comunque felice di averlo fatto.
Mi sento male quando a qualcun altro non interessa niente di quello che sono, però sono felice di esserlo. Di sapere di esserlo. Di non essere solo qualcosa di vuoto. Di avere qualcosa dentro.
A volte vorrei qualcuno che davvero volesse provare a conoscermi. Vorrei qualcuno che desiderasse indagare i miei pensieri. Ho tanto da dire, eppure nessuno mi vuole ascoltare.
Sono comunque felice.
Ho tanto da dire. Ho tantissimo da dire e per ora lo scrivo perché ancora non esiste chi mi ami così tanto da tentare di capirmi.
Voglio tentare di capire una persona, è il cammino dentro la felicità.

Nuova Grafica!

Buongiorno miei cari!
Sono qui perché negli ultimi tempi mi sono fatta aiutare da una persona speciale per migliorare il mio blog dal punto di vista estetico.
Ho deciso di non cambiare il nome del blog nonostante la grafica perché ne ero troppo affezionata, ma sorpassiamo...
La persona in questione, colei che ha fatto diventare il mio blog da semplice blog casalingo ad un blog degno di questo nome è: Iole di Iolecal.
Il suo blog, come già saprete, è colmo di aiuti per noi poveri blogger che con la tecnologia abbiamo ben poco a che fare; e, volendo si può richiedere a lei stessa qualcosa di personalizzato. Come vedete, il risultato è ottimo.
Quindi vi intimo, vi ordino, sono un medico (non è vero) e quindi vi prescrivo di andare a dare un'occhiata al suo blog perché, sul serio, non vi deluderà. Ce n'è per tutti i gusti!
Comunque, tornando al mio blog, potete notare come lo stile sia molto più semplice e pulito, che era esattamente l'effetto da me desiderato. Da dire non c'è molto, anche perché il più lo noterete, ma sono rimasta impressionata dalla quantità di dettagli che si sono modificati grazie a Iole. Dettagli che fanno comprendere ancor di più la cura e l'impegno con cui Iole ha rivisto il mio blog.
Se ve lo steste chiedendo, il contact form ora è nella pagina: Contatti e s'intona perfettamente con il blog in sé.
Credo di aver detto tutto... Ovviamente non finirò mai di ringraziare Iole e desidero farlo anche in un modo sostanziale, ma per il resto, è tutto sotto i vostri occhi e, non so voi, ma a me, quello che vedo, fa letteralmente impazzire!

Imprecisione

Quando il Diavolo ci mette le corna. 
Detestavo tante cose e ora, per magia, le adoro. 
Domani inizia la scuola: quinta liceo... ma non importa perché non è un dramma. E' solo un'altra tappa. E' l'anno conclusivo. Voglio viverlo alla grande. Come se fosse l'ultimo. 
Vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo. Quest'anno sarà così importante e io mi sento piena di energia. Non voglio pensare al futuro, oggi è già abbastanza bello. 
Sfrontatezza, irrequietudine, meraviglia, inaspettato. 
E se anche non sarò sfrontata, sarò irrequieta. E se anche non ci sarà meraviglia, sarà inaspettato. Per ora sento che ognuna di queste parole mi appartiene. 
Forse però la parola che meglio mi descrive è: imprecisione.
Sono imprecisa. Tanto imprecisa che inizio le frasi con la "e" e che mi piacciono i punti e gli stacchi violenti. Mi piace la violenza delle parole, la brutalità e la dolcezza fuse insieme. E questo è impreciso. Così impreciso che rischia quasi di diventare uno stile proprio, qualcosa di personale. Ma, la personalità, è difficile da accettare e a volte, chi ce l'ha, la reprime. 
L'abbiamo tutti. Tutti. Senza eccezioni. 
Così, un lavoro, un opera, un figlio, non devono essere universali, ma personali, e perciò non possono piacere a tutti. 
Perché le armonie di Bach non sono quelle di Mozart. Perché i libri di R.R. Martin non sono quelli di J.K. Rowling. Perché c'è imprecisione. 
L'imprecisione... quella minuscola goccia di qualcosa che ci rende unici.
Ho un'idea in mente. Quelle che avevo preventivato mi annoiano. Ho un'idea semplice e il Diavolo (diavolo!) ha deciso che la devo provare sulla mia pelle. Ha deciso di metterci le corna.
   

One day

These Are The Times To Remember - Jill Colucci

Un giorno potremo dire che mille ci hanno rifiutati e che mille ci stanno rimpiangendo.
Un giorno potremo dire che eravamo inarrestabili. Invincibili. Onnipotenti.
Un giorno potremo dire che non è facile, niente è facile, ma che il ricordo rimane sempre. Un giorno potremo raccontare e sognare di ritornare.
Un giorno guarderemo questo mondo con occhi diversi e penseremo che anche tu ci riuscirai.
Il giorno dopo ricorderemo da soli. Ci rintaneremo nei nostri pensieri e sorrideremo al nulla.
Un giorno potremo raccontare che non è andata affatto come ce l'aspettavamo, è andata molto molto meglio. E quel giorno di primavera abbiamo deciso tanto e niente insieme.
Scuoteremo la testa perché sapremo molto di più.
Staremo in silenzio perché vorremo riassaporare la vita così forte e bella come la sentivamo. Un giorno chiuderemo gli occhi e ci sentiremo onnipotenti. Penseremo che volare non è poi tanto difficile. Penseremo che tutto è importante. Penseremo che il coraggio non salta una generazione, è la sorte che lo fa. La sorte avversa che si preclude a quello che ami. Ma quando abbiamo scoperto cosa davvero ci faceva sentire felici, allora anche il nostro coraggio nascosto si è risvegliato.
A volte penso che un giorno potrò dire che sono molto felice. Altre pure.

Bomb

Cherry Bomb - The Runaways

Una miccia, uno stoppino, qualcosa pronto ad accendersi. E' lì, freddo, che attende inesorabilmente il momento in cui si sentirà vivo.
E poi c'è un accendino, un accendino con il fuoco dentro, fuoco che non riesce a trattenere. Un fuoco che darebbe vita al mare.
E attacca. E la miccia prende il fuoco, lo assorbe, bramosa di calore e di vita. Ma il fuoco è troppo e assorbirlo tutto è impossibile. Ogni via d'uscita si spegne. E la miccia brucia. Brucia senza pietà dell'accendino che continua a liberare il suo fuoco. La miccia finisce, ma l'accendino non aveva preventivato quanto essa fosse legata a qualcosa di molto più pericoloso.
Strettamente legata. Indissolubilmente legata.
Legata ad una bomba. Una bomba che quando scoppia trascina tutti e tutto. Compreso l'accendino e il suo fuoco. Scoppia come una bomba, perché lo è.
Lo si vede negli occhi che è una bomba pronta ad esplodere, lo si vede negli occhi.
E più amore le dai e più odio le dai e più fuoco le dai, più la bomba esplode veloce e potente.
Libera odio o amore che sia in un modo violento.
E' una bomba. Ed è pronta a travolgerti.