Me contro me



Il mio corpo ha in atto una battaglia contro di me. La mia mente ha in atto una battaglia contro la mia mente. Il mio cuore ha in atto una battaglia contro il mio cuore.
Quando provo a fidarmi del mio corpo, mi tradisce. Quando provo a fidarmi della mia mente, lei mi tradisce. Quando provo a fidarmi del mio cuore, tu ne sei l'esempio più concreto, lui mi tradisce.
Il mio corpo è come una prigione. Come un oggetto di tortura, costruisce dei meccanismi per distruggermi, per annientarmi.
Nulla funziona come dovrebbe. Nulla va avanti nel modo corretto. Ed io vorrei fuggire, uscire dal mio corpo, ma non mi è possibile.
Quando sento che so, che conosco, quando sento che ogni concetto è fissato nella mia mente, lei fa in modo di agire sulla mia memoria e lo cancella. Cancella la conoscenza solo quando mi serve esibirla.
Sebbene io sappia di averla, questo sapere è unidirezionale e purtroppo si trasforma in una mera forma di vanesia.
Ed il mio cuore, un tempo considerato il mio peggiore strumento, adesso è il più fidato, ma so che tra poco, quando dovrò cadere ad occhi chiusi nelle sue braccia aperte, lui mi tenderà un tranello.
Il mio cuore mi fa innamorare e scopro gli amori più sinceri. Eppure appassiscono, perché gli amori più sinceri non sono destinati alla fioritura. Muoiono, muoiono continuamente, senza sosta, ed è il crudele contrappasso dell'esistenza umana.
Chi ci ha destinato ad un'esistenza così infelice?
La sincerità, la verità, la libertà sono come delle gabbie. Chi le possiede avrà un fato a lui sfavorevole perché ogni essere umano di questo genere è tristemente solo.
Allora forse è preferibile restare ingabbiati in un'esistenza senza libertà, senza mente, senza cuore. È preferibile lasciarsi manipolare e crogiolarsi nel proprio insostenibile, ma consigliabile, stato di schiavitù.

La battaglia contro noi stessi è sempre una battaglia persa.
Noi cercheremo sempre di sopraffarci.
Se la vita porta ad uno stato d'insostenibile ambivalenza, non c'è soluzione.

Non conosco il trucco, non conosco la via. Non so, posso solo supporre. Ma ogni supposizione, ora come ora, mi sembra vana.
Sopravvivo perché posso ancora scrivere. È la scrittura è l'unica splendida magia di cui il mio corpo, la mia mente ed il mio cuore non sono ancora riusciti a privarmi. 

Il mare d'inverno

Extreme - More than words

Il mio sogno è poter prendervi per mano e portarvi nel mio mondo, dentro la mia testa a scoprire i miei pensieri e i miei segreti. Potreste vedere la bellezza che scorgo in determinate persone. Sentireste l'affetto appena nato.
Sentireste il senso d'infinita comprensione che mi ha assalito quando ci siamo detti: "Andiamo a vedere il mare d'inverno!".

Il mare d'inverno.

Riempitevi della facilità di esser felici.

Basterebbe svegliarsi presto per il semplice gusto di guardare fuori dalla finestra e ammirare il sole che sorge su una Milano completamente deserta, assopita.
Decidere di spendere nove euro, prendere il treno e arrivare a Genova.
E lì, camminare... fino a dove? Fino alla meta... senza raggiungerla.
Oh, no, non esiste una meta precisa, non esiste il centro di tutto perché, una volta che lo si ha trovato, si sposta e voi o provate a seguirlo o vagate verso il mare.
Un gruppo di ragazzi, tutti completamente diversi, ma con lo stesso scopo, che continuano ad avanzare sulla sabbia, e i sassolini entrano nelle scarpe, e il vento gelido sferza i volti, e il mare manda baci di spuma sulle guance.
Si sente la vita, si sente la felicità.

E' semplice.

Non serve essere allegri per essere felici.

Saremo spersi, a farci costantemente del male. Ci diranno che siamo stupidi, chi perché non pensiamo al Dopo e chi perché non pestiamo la terra dove camminiamo. Ci diranno che siamo la rovina, l'immondizia del mondo, che non serviamo. E noi rideremo, e piangeremo. Il lato triste è nella mancanza di fiducia, eppure la consapevolezza di non poter sapere ci rende sapienti e intoccabili.
Risponderemo che l'intelligenza è molto più dell'intuito, molto più della memoria.

Intelligenza è comprensione. E' prima rassegnazione e poi rabbia. Intelligenza è desiderio di cambiamento, di evoluzione. Intelligenza è equità.

Nessuna scusa per gli stolti. La stupidità è nel cristallizzarsi sulla rassegnazione.
Accettare il mondo per la merda che è, è una scelta, biasimare chi non si arrende è stupidità.

Denuncerò lo splendore del mare d'inverno così come m'indignerò per la corruzione.
Nulla diventerà statico.
Noi siamo in continuo movimento.

Siamo onde del mare in inverno.

Ambivalenza

Urban Strangers - Empty Bed

Il mio umore sta cambiando. Sono volubile, sono triste, a tratti in modo assoluto, sono allegra, a tratti eccessivamente. Ogni giorno che passa, la mia prospettiva cambia sempre di più.
Vedo Milano come la più bella città del mondo, ma mi sento schiacciata da due muri che desiderano scontrarsi. Sono posta su uno sgabello al centro di una stanza arricchita da due bandiere e io devo stare sullo sgabello, ferma e buona.
La pacatezza, però, per la mia mente, non è mai esistita. Lavoro, lavoro, lavoro, tutto va al mio cervello che fatica ad elaborare troppe informazioni.
Ed intanto rischio di scoppiare, perché non posso dire.
Ma, intanto, urlo e mi vizio.
Sono in un luogo colmo di persone potentissime. Il mio corpo ne risente. Il mio cervello si sfinisce nella battaglia tra giusto e conveniente.
E, intanto, non posso scrivere, perché non ho tempo. Fino alle tre di notte resto sveglia, ma non posso scrivere, perché non ho tempo e ci sono troppi occhi intorno a me.
Passerò tutta la vita sul mio filo di scozia. In bilico tra lo strapiombo ed il Paradiso.
Sono qui, ho vent'anni, amo ciò che studio, amo la mia vita, ma la odio. Niente ha più senso.
Ha senso svegliarsi la mattina, farsi il caffè, fumare, mettersi il profumo e camminare fino all'università, ascoltare le lezioni, sapere sempre di più, fino a saturarsi, parlare, ridere, piangere e arrabbiarsi, camminare, ancora e ancora, tornare in appartamento e vedere che non sarò ancora sola, cucinare, fingere e scoprire una successiva parte di me, lavare i piatti, parlare, aspettare mezzanotte, chiudersi nell'unica stanza vuota, fumare ancora e scrivere per mezz'ora. Ha senso guardare quella foto sul cellulare e rabbrividire di nostalgia e piangere, piangere al buio, sino ad addormentarsi.
Eppure fumare non ha senso, né andare avanti a parlare con gli amici di quegli argomenti che non interessano a nessuno se non a noi, eppure destra e sinistra mischiate non hanno senso, sono vigliaccate, sono falsità.
Potrei chiedere di più dalla vita? Esistono persone che non nascono con la promessa di una vita vuota.
Quanto mai potrebbe essere desiderabile la banalità? La dolce e melensa quotidianità non è forse meglio di quest'aspra realtà fatta di vizi e malattie?
Non mi so dare una risposta.
Sono persa. Io che credevo di vedere una sola strada di fronte a me, sono perduta nei fantasmagorici viali alberati, nelle pagine di letteratura e nel fumo di bevande calde e combustione.

Cosa vedete davanti a voi? Siete annebbiati?
Quanto penetra il sole nella vostra nebbia?
Dentro di me c'è sempre un cono di limpidezza che non posso offuscare.

Ed eccomi, spaccata in due, nell'ambivalenza di questo luogo che chiamiamo mondo.

Un puledro disperato

Miley Cyrus - Twinkle Song

"L'odore di pane fresco e di caffè si libra nell'aria pungente della mattina. Il rumore di tacchi e quello del chiacchiericcio della gente. L'odore di fumo che mi penetra le narici e mi fa venire voglia di fumare.
E voglio urlare.
Perché sono felice, in un modo particolare. Sono felice di essere disperata.
Sono disperata perché niente nel mondo va per il verso giusto. Perché esiste quell'acerba crudeltà che si confonde con la stupidità, ma che è solo pura cattiveria.
Ma sono felice. Felice di andare per il verso sbagliato secondo questo mondo di finta carità.
Voglio comunque urlare.
Perché ogni tanto me lo merito anch'io. Mi merito di urlare, di gridare come un animale e non smettere fino a quando la mia voce non sarà altro che un flebile rumore rauco.

"IO AMO I MIEI AMICI"
"IO STO A SINISTRA"

"QUELLO CHE STUDIO NON E' INUTILE"

Quasi piangendo vorrei dire: "HO DELLE EMOZIONI ANCH'IO"

Sono qui e non scompaio. Sono fatta di una materia che prende le decisioni più disparate e poi le porta a termine. 

"E' LA MIA VITA!" 
Vi prego, è la mia vita. 
Non chiedo niente a Dio, ma chiedo alle persone di riconoscere la mia libertà. 
Ho sempre dato prova di sapermela cavare... lasciatemi andare. Sono così, mi spiano la strada e poi la calpesto. 
Non voglio calpestarvi. Davvero. Non voglio calpestarvi. 
Non voglio sfilare la mia mano dalla vostra. Vorrei che la nostra presa si sciogliesse. Perché devo andare. 
Devo seguire la mia testa e le mie passioni. 
Devo andare. 
Vi prego, lasciatemi andare. 

La sigaretta è accesa, il libro è sulle mie gambe, il mio cervello funziona. 
Fatemi un cenno ed io prenderò treni, aerei, ed io studierò fino a vomitare la mia stanchezza, ed io amerò chiunque mi capiti di amare, ed io andrò avanti con le mie gambe. 

Mi avete sempre detto che sono un puledro recalcitrante, fatemi un cenno.

Fatemi un cenno, io sarò sempre qui. 

... [...] ...

Senza tempo, contro il tempo

Ho chiuso gli occhi per un attimo e mi è sembrato di morire. 
Sono stata in una grande, gigantesca stanza con tante persone che nutrivano i miei stessi interessi e mi è sembrato di essere nel posto giusto. 
Urlando e gridando mi è sembrato di non poterne più. 
Ascoltando mi è sembrato di poter smettere di stare qui. 

E niente di tutto ciò è stata sembianza. 

Quel poco che si è venuto a creare nella mia vita è reale, perché caccio le possibilità come se fossero bestie rare, quasi estinte, ed io un efferato bracconiere, pronto a tutto per accaparrarsi quel prezioso premio. 

Ogni tanto mi chiedo se ci sarà mai qualcosa di più. 
Non sono in grado di accontentarmi, mi muovo in constante ricerca e sono stanca, ma non posso fermarmi. Non voglio, perché non sono abituata a farlo e, ormai, è diventato un vizio. Ed io mi vizio da sola, pur sapendo che il ricorrente non mi si è mai attaccato addosso. 
Mi sembra di essere un'anima vagante. Mi sembra così perché lo sono. 
Ma se un'anima non si può fermare, beh, c'è qualcosa che non va perché io mi sento perennemente imprigionata. Non in me stessa, non in questa casa, non in questa famiglia, non in questo Paese; mi sento imprigionata in questa mentalità. 
E come l'anima che sono, la mentalità non è tangibile. 
Riesce ad abbrancarmi con le sue mani ossute e tirarmi indietro. 

Sono pazza di rabbia. 
Desidero la liberazione di questo mondo, ma sono io la prima ad essere in prigione. Fuggo, fuggo, ma non ci sono sbarre a fermarmi, è qualcosa di più forte. Non sarà andando altrove che troverò qualcosa di meglio, ma è solo così che riesco a placare questa sete di giustizia e di bellezza che non vedo. 

Le dicerie parlano chiaro: la mente è più forte di tutto. L'importante è che la tua mente sia migliore, poiché, in tal modo, nessuno ti controllerà mai. 
Ma è così brutto essere controllati se, in fondo, non ce ne si accorge?
Non è peggio vivere con il desiderio di eliminare la stupidità da un'aria satura d'essa? 

Forse non ci riesco. Non riuscirò a sopravvivere circondata da parole d'odio gratuito, da individui che si credono superiori. 
Non c'è via di scampo a tutto questo. Non è una sembianza, è realtà ed io, prima o poi, girando girando, tornerò nel luogo da cui sono partita e mi renderò conto dell'inutilità della mia ricerca, e come farò a quel punto, come potrò scontrarmi con una verità che non posso accettare senza che accada un disastro? 

Segui i tuoi sogni...

...Semplicemente.

Oasis - Stand By Me

Questo periodo per me è un disastro.
Credevo sarebbero state tutte scelte lineari e semplici. Scelte che avevo in qualche modo già preso e invece non è stato così...
Quando t'iscrivi al liceo non pensi nemmeno per un istante al futuro, pensi solo che quello è il posto in cui sei obbligato a stare per cinque anni. Ed è così facile. Tutto ti viene imposto, ti viene dato.
Dopo, invece, cominciano i disordini.
Verso la fine del liceo ci sono voci che ti chiedono da ogni angolo di dir loro dove andrai poi, cosa hai intenzione di fare poi.
Il problema, nella maggior parte dei casi, è che non si è mai pensato ad un poi. C'è sempre stato il clamoroso adesso. Dovevamo studiare quello che non ci piaceva senza capire perché, senza avere nemmeno la più pallida idea di come sarebbe stato il mondo fuori da quelle quattro mura.
E alla fine?
Alla fine ci si aspetta che tu sappia barcamenarti tra quel milione di scelte che, è bene dirlo, condizioneranno la tua vita per sempre e di cui tu non sei mai stato messo davvero al corrente.
Tu lo sai, tu sai quello che ti piace, perché sei stato fortunato e hai trovato il tuo ago in quel casino di un pagliaio. Però... Oh, c'è un "però". Però il tuo ago non va bene.
Tutto d'un tratto tutti sono i tuoi genitori o i tuoi migliori amici e si prendono il permesso di spiegarti come, seguendo i tuoi sogni, non troverai mai un lavoro.
Tu non li ascolti, tu hai una gran testa dura e sai che le tue decisioni sono buone, sono razionali. Sai che impegnarti in qualcosa che non ti piace non solo ti renderà triste, ma anche mediocre, mentre mettere tutto te stesso in un lavoro che ti piace forse non ti renderà inizialmente ricco, ma sarai bravo.
Ma il tarlo della moltitudine di stronzi che s'impegna nel ricordarti ogni giorno come sarà la tua vita, cosa ti succederà, si rigira dentro la tua testa e scava a poco a poco una voragine.
Allora tu prendi in considerazione altre strade, inizi a vedere cosa porta più lavoro di quello che ami. Provi a valutare quei percorsi che proprio schifo non ti fanno, ma che ci sono vicini.
E finisci per prendere la decisione di studiare tutta l'estate per superare l'esame di un corso che di serio non ha proprio nulla e che ti porterà ad un lavoro che, nonostante sia nello stesso ambito, è distante anni luce dai tuoi sogni passati.
Ti convinci.
Perché il tarlo scava.
Poi, come per magia, leggi una cosa e ti viene un'idea, un'idea meravigliosa e innovativa come poche.
Un'idea per la stesura di un libro.
E allora ricordi. Tu, tu, dannato cretino che non sei altro, volevi scrivere libri! Immergerti nella letteratura e studiare, studiare davvero.
Quindi, non dici niente a nessuno. Fingi con tutti, ma guardi bene, la sera della vigilia dell'esame della facoltà "facile" che avevi messo lì come toppa al tuo sogno, il corso di studi da cui tutti avevano cercato di farti allontanare.
Chiami la segreteria dell'università, t'ingegni e t'iscrivi.


T'iscrivi, sì, t'iscrivi in Lettere.
E sai, sai bene, che questa è davvero la scelta giusta.



Seguite i vostri sogni, per quanto indesiderati essi siano. Fidatevi di voi stessi.

Earth without eh...

...is just art. Different ways of thinking.

Lana Del Rey - High By The Beach

Un alito di vento. Un soffio. Una folata.
Un sussurro del vento tra le navi. Un sibilo. Un fischio. Un urlo.
E i petali dell'unico fiore che vedo si staccano.
Le barche a vela traballano. Tremano.
Ovunque si vede pelle i cui bulbi piliferi si stringono convulsamente e fanno innalzare minuscoli ciuffetti di peluria bionda e bruna.
Fa freddo, la sabbia va nel cardigan che indosso.
Il vento urla così forte... mi scava le guance con la sua potenza.
Piano piano, a pochi metri di distanza, un addetto fa sì che la radio continui a trasmettere musica.
Il vento sovrasta tutto. Il suo suono non si può spegnere o accendere. Non si può comandare.
Come l'arte.
L'arte e la natura vanno di pari passo. Si tengono per mano mentre una sussurra e l'altra urla.
Sarebbe bastata una chitarra e un artista e il vento avrebbe suonato con lui.
Ma l'arte è complicata, l'arte va ricercata.
L'arte fa quello che vuole, è libera. L'arte diventa nera e poi si sbianca senza offendere culture; arrossisce e si frantuma, quindi si ricompone e, incontrando il fuoco, si scioglie, cola e scivola giù per le rupi più alte del mondo ricadendo nei fiumi più lunghi da cui evapora... e si mischia al vapore delle nubi. Richiamata dall'etere, l'arte sorvola l'infinito e poi, giusto sopra la via lattea, radente al di là, precipita furiosa nelle persone. In quelle che sapranno ascoltare gli urli del vento.



(P.S. Scusate l'assenza improvvisa, credevo avrei avuto il wi-fi in vacanza, ma mi sbagliavo. Ora, comunque, sono qui).

Non sono la mia vagina

Man! I Feel Like A Woman - Shania Twain 

Vorrei essere un maschio.

Ma sono una femmina. E non mi vedrò bruciare difronte i miei diritti solo perché non sono nata con un pene. No, io, come tutte le donne:

Sarò ascoltata. Nessuno mi urlerà: "taci puttana".
M'interesserò di politica e sarò presa sul serio. Potrò uscire a petto nudo. Potrò vestirmi come desidero senza aver paura. Potrò andare dove voglio, all'ora che voglio.
Potrò litigare senza sentirmi dire: "rimettiti al tuo posto".
Potrò uscire per strada senza che la gente fischi, senza che la gente mi segua, senza che la gente pensi di avere diritto a fermarmi solo perché sono una ragazza.
Scriverò senza che i miei libri vengano considerati di poco valore. Potrò non depilarmi se non ne avrò il tempo senza che qualcuno faccia la faccia schifata e me lo faccia notare.
Potrò bere, fumare e parlare di sesso come un uomo.
Mi presenterò ad un colloquio di lavoro e non mi sentirò dire che sono stata rifiutata perché ho intenzione di avere figli.
Nessuno mi dirà che per fare la giornalista ci vogliono "le palle".
Nessuno si sentirà più autorizzato a toccarmi. Nessuno mi dirà più che io non posso perché sono una ragazza.
Non sarò pagata meno del mio collega maschio.
"E' una cosa così da ragazze" non sarà un dispregiativo.
Non mi si dirà: "stai buona, non ti riguarda".

Mi riguarda. Ho un pessimo carattere. Sono arrogante e prepotente. Se non lo fossi, nessun uomo mi ascolterebbe. Ho allontanato tanti ragazzi perché si sono visti davanti una persona che non voleva subire tutto.
E' vero, sono una "rompipalle", ma ho tanta voglia studiare. Leggo i giornali tutti i giorni e rifletto. Leggo libri e imparo. Scrivo fino a che non mi viene mal di testa, a volte anche oltre, per allenarmi. Mi spacco la schiena anche d'estate perché mi piace e non chiedo niente in cambio. Solo i diritti. Quelli di ogni essere umano. Voglio essere rispettata. Voglio che ogni donna sia rispettata per quello che è.
Non voglio essere fiera di dire che "sono una donna" o altre stronzate del genere. Io non sono principalmente una donna. Sono una persona con tante caratteristiche umane.
E tutta la mia psiche, buona o cattiva che sia, deve venire prima della mia vagina.

E dopotutto cos'è una bugia? Solo una verità in maschera!

Keen On Boys

Pirandello scriveva Uno, Nessuno, Centomila.
Perché nessuno è esattamente come appare. Ve lo dice una bugiarda professionista.
Mentivo ventiquattr'ore al giorno per proteggermi. Ero una bambina triste. Venivo bullizzata, ma i libri e le bugie mi hanno salvata.
Forse siamo fuori tema.
Le persone che mentono possono nascondere la verità, loro possono nascondere la loro personalità. E' così facile.
Loro imparano come scoprire la verità. Sanno come tirare fuori il peggio delle persone. Possono mostrarvi i vostri segreti. Segreti che tenete in un angolo profondamente nascosto in voi.
I bugiardi potrebbero sembrare stupidi, superficiali, ma stanno solo mentendo: loro sono nascosti. Sanno cosa vogliono e ve lo faranno dire.
Dovete fare attenzione alle persone superficiali, a quelle innocue. Potrebbero essere dei bugiardi. Possono nascondere un mondo intero dentro di loro. Dovete guardarle negli occhi e allora, forse, potreste vedere quella luce, la scintilla di scaltrezza che contiene qualsiasi cosa eccetto le intenzioni.
Le loro intenzioni, infatti, sono ormai dentro di voi e i bugiardi vi hanno già messo le loro mani sopra.


PS. Vorrei puntualizzare, al fine di non far sorgere malintesi, che io non vedo nelle bugie qualcosa di bello o che si possa utilizzare, ma so che le bugie aiutano a rendere più nascosti i propri desideri, aiutano a mettersi una maschera. Ed una maschera, in alcuni mestieri, come in alcune situazioni della vita, può essere utilissima per scoprire verità gigantesche.
Ho imparato a mentire da piccola, ero solo una bambina spaventata e non sapevo in quale altro modo non farmi prendere di mira. Diciamo che le bugie per me sono state propedeutiche.

Velocità cristallizzata

I'm So Sorry - Imagine Dragons

E' una musica.
Ogni notte, ogni giorno, ogni persona, ogni sbaglio. Tutto fa parte di una musica assordante. Ed è bellissimo.
Sto fuggendo. Scappo come se la morte dovesse venire a prendermi domani. Il giorno fuggo dalla notte scura. La notte fuggo dalla luce accecante del giorno.
Alcuni momenti del giorno si fermano e tutto resta immobile. Le cicale con la loro voce. Il caldo con le sue dolci mani sulla mia pelle. L'acqua che mi scorre addosso quasi io fossi la montagna e lei il fiume.
La notte, poi, è composta da flash di fotografie. Un mucchio di momenti che si mescola con lo scorrere del tempo. E tutto si muove e tutto resta uguale.
Chiudete gli occhi e immaginate di essere sul sedile passeggero di una macchina, di notte, con le luci dei lampioni che sfrecciano accanto a voi, il finestrino abbassato e il vento caldo che vi sferza il volto. Andate veloci, ma non sentite la velocità, sentite pace.
Flash.
So che è sbagliato, so che non si dovrebbe fare, eppure non sono stata attraversata nemmeno da un grammo di paura. Solo meraviglia.
Sono in un perenne movimento in quiete.
Sto correndo, il mio corpo si muove, la mia mente resta ferma. Tutti sembrano adorarmi, ma è un'illusione. E' una menzogna. Sono ancora estremamente inadatta. Ed è un pregio, anche se fa stare male. E' un pregio essere qualcos'altro oltre la propria faccia. Perché la maggioranza delle persone non sa voler bene. Lo dico per esperienza: io non voglio bene a tutti. Anzi. Non so affezionarmi a tutti e non riesco ad evitare di fare male, a volte. E' naturale. Qualsiasi essere umano desidera primeggiare. Nessun essere umano potrà mai essere adorato da chiunque, in eterno.
L'adorazione, la fama, l'amore infinito, l'essere i migliori... sono tutte bugie. Così come il movimento in quiete. Irrealizzabili. Non concretamente.
Prima o poi l'adorazione si trasforma in decadenza e ci si trova a non andar più bene. Nessuno che si senta bene a fare qualcosa, però, sentirà necessaria l'adorazione, non ne soffrirà mai la mancanza. Bisogna fare ciò che si ama per se stessi e perché lo si ama. Non si potrà mai essere i migliori.
Prima o poi, l'amore si trasforma in fastidio. La passione si sgretola. Ma se qualcosa è eterno, allora resta l'affetto, l'accettazione, la fiducia, la stima. E il moto è quiete.
Sto vivendo in eterno ogni secondo. Sto imprimendo in me quell'amore che riesco a provare. Sono un po' sbagliata, mi succede, è così, non riesco ad amare le persone giuste. Ma io sono felice quando amo chi amo. Come tutti. E mi sto accettando, perché quello è l'unico amore che sento e non lo voglio scordare. Allora, il silenzio di due anni diventa parola. Tutti i segreti dentro me, un giorno, diventeranno parole scritte nero su bianco.
Quel giorno avrò scritto per me stessa, facendo ciò che amo perché lo amo, scrivendo di chi amo anche se chi amo non "va bene", perché dentro di me sento che amo amare proprio quella persona. Se non lo amassi, non sarei io. Se non fossi io, non scriverei. Se non scrivessi, le mie parole sarebbero vane.
Però scrivo, amo e desidero. Vivo come mi piace vivere perché è giusto così. Perché nessuno deve dirci come essere. Siamo tutti inadatti. Questo sì che "va bene". Wow.

Ogni particella di cultura va salvata, sempre

What Ever Happened - The Strokes

Cos'è la cultura?
La cultura è arte, letteratura, musica. E' sapere.
La cultura è ciò che portate sempre con voi. Dall'infanzia.
Quando siamo piccoli è solo un astuccio, poi diventa uno zainetto e, se siamo fortunati, alla fine avremo una valigia, una di quelle grandi, per traslocare dall'altra parte del mondo.
Tutti i centri storici che avete visto durante gli anni sono cultura. A volte la cultura vi accompagna nelle vostre notti migliori quando correte tra i palazzi. Tutto ciò che avete intorno è cultura.
L'altro giorno mi sono fermata a fantasticare in libreria. Ero l'unica che girovagava tra i classici. Leggevo le trame di qualsiasi cosa. Anche dell'Odissea. Perché l'Odissea, l'Eneide, l'Iliade, I Promessi Sposi e la Divina Commedia non si studiano solo a scuola, sono libri. Libri che, come tutti gli altri, danno grandi, anzi grandissime, emozioni. E sono cultura.
La cultura fa provare i sentimenti più forti. La musica è cultura. Le parole sono cultura. Anche solo lasciarsi cullare da una canzone è cultura.
E c'è chi vuole distruggere questa bellezza. C'è chi non capisce l'enorme bellezza di tutto questo. Chi non ha mai letto un libro, anche se ha imparato l'alfabeto. Chi ha solo sentito canzoni senza mai ascoltarle. Chi è sempre andato avanti, con la testa bassa o alta, non guardandosi intorno; e non ha mai visto la magnificenza di un palazzo.


Voglio aiutare tutti coloro che spendono energie a favore della cultura.
Voglio aiutare Voyager.
Anche Silvia di Fotopensieri vuole aiutare la cultura.
Ho sposato questa causa perché la ritenevo giusta. Se volete in qualche modo saperne di più cliccate qui e arriverete direttamente al post in cui Silvia spiega cos'è Voyager e perché hanno bisogno di una mano.

Fate bei sogni ;)

Inadatta

Avevo pensato di non scrivere questo post, ma lo farò.
Mi sento inadatta. 
A stare con le persone più grandi, con quelle più piccole, con quelle della mia età. 
Perché non rido per le loro spassosissime vicissitudini e non piango i loro drammi. 
Non ragiono come loro e non mi sento come loro. 
Ho paura che si rendano conto che io non somiglio loro. E dovrebbe essere bello, ma non lo è. Ne ho paura. Ho paura di venire emarginata.
Ho paura che nessuno mi amerà mai. 
E non parlo di amore passionale, parlo semplicemente di un amore sincero. Come quello tra fratello e sorella. 

Non è una paura irrazionale: sono sempre stata emarginata. Da piccola e adesso. Solo che adesso mi nascondo meglio. Lo trovo talmente ingiusto. 
So che gli emarginati vengono spesso considerati geni e artisti. Forse, però, in questo proprio momento, non vorrei essere un genio e nemmeno un'artista. Vorrei sentirmi adatta. 
Vorrei delle braccia che mi stringessero. Vorrei non sentir alcun tipo di disagio tra quelle braccia. 

Non desidero sentirmi acclamata e considerata immortale. 
Desidero che una persona mi consideri eterna. 

Se io però mi perdo a cercare quest'eternità in un'altra persona, come posso pensare che non accada lo stesso a chi cerca la mia eternità? 

Solo una voce a rincuorarmi ed io ad ascoltare per ore. E a rincuorare. 

Tutto qui.

Che poi, se fosse sempre nessuno, sarebbero tutti.

Ancora aspetto. Aspetto di continuo, sono in un cocente stato di attesa. Non mi rendo conto di nulla. Ho davvero una bolla tutt'intorno. Il primo post che ho pubblicato su questo blog è stato proprio su una bolla. Sull'importanza di crearsi una bolla tutta propria. Una bolla diversa dalle altre, che rifranga la luce in modo particolare e che si rispecchi nei rami degli alberi.
Una magnifica bolla.
Sapete, io credo che ognuno di noi possa trasformare qualcosa di banale in qualcosa di suo, di speciale.
Fantasticherie.

Daphne di Apri le porte della fantasia mi ha taggato in un book Tag. La ringrazio tantissimo perché è sempre dolcissima e poi vi consiglio di dare un'occhiata al suo blog che spazia molto nelle categorie letterarie e io stessa trovo spesso libri che poi adoro!
Spero di non annoiarvi e cominciamo!
Il tag si chiama Epic Reads Book Tag:

1. Se potessi invitare un autore o un personaggio di un libro per un tè, chi inviteresti?
Se fossero le cinque, se fosse l'ora del tè, escludendo Philip Pullman, inviterei indubbiamente Jane Austen.
La troverei una donna precisina e la odierei dal primo istante, con il suo tulle e i suoi pizzi, ma senza Jane Austen non esisterebbe un tè.
Ah, e poi, se parlassimo di personaggi di libri: il leprotto marzolino e il cappellaio matto. Mi sembra ovvio.

2. Di quale libro ti piacerebbe che l'autore scrivesse un prequel?
Di nessuno, ad essere onesta. Prima di tutto i prequel non mi piacciono e poi se l'autore in questione avesse avuto una buona idea per un prequel, l'avrebbe già messa su carta. Preferisco nessun prequel ad un prequel scritto di malavoglia solo per accontentarmi (/ci, noi lettori).

3. Quali personaggi proveniente da libri diversi vedresti bene insieme?
Mi linciate se scrivo ancora una volta... nessuno? Prima di tutto non sono il tipo che crea coppie e poi tutti i libri sono talmente differenti tra loro da non poter in alcun modo creare un abbinamento decente. Inoltre mi sembra di fare eugenetica.

4. Se incontrassi il tuo autore preferito in metropolitana, cosa gli diresti?
Credo di aver già risposto a questa domanda in passato... mmm... idealmente gli direi che mi ha insegnato a leggere, che mi ha cambiato la vita, che è stato un pezzo fondamentale della mia esistenza. Realmente guarderei di fronte a me e tirerei dritto: non voglio rovinarmi l'impressione di un autore. Non voglio che si riveli quello che non credevo che fosse. Voglio ricordarlo come l'ho incontrato leggendo, e basta.

5. Qual è il libro che ti ha fatto diventare il lettore che sei oggi?
Tanti, tanti, tantissimi hanno contribuito a questo scopo. Forse, addirittura il mio libro mi ha cambiata come lettrice.

6. La tua libreria ha preso fuoco, ma puoi salvare solo un libro, quale sarebbe?
Ora mi uccidete. Nessuno. I miei libri sono miei figli e vivono nella mia testa. Non ne salverei uno per lasciarne morire un altro e poi, santo cielo, sono fatti di carta, esistono le ristampe.

7. In quale mondo distopico ti piacerebbe vivere?
...Ahahahah. Nessuno... Non sono masochista, non mi piacerebbe vivere in un mondo distopico. E, comunque, già ci viviamo tutti. Mi basta quello in cui sono in questo momento.

8. Qual è la lettura più epica che tu abbia mai fatto?
Domanda interessante. Questa volta non risponderò: nessuna. Cent'anni di Solitudine di Gabriel Garcia Marquez. E' stato un libro complesso, curato, divorato e doloroso, ma, alla fine, ho avuto come l'impressione di aver compiuto un viaggio che nessun altro avrebbe mai potuto compiere.
Ho, però, in mente altre letture epiche come: La Montagna Incantata di Mann e i sette volumi di Alla Ricerca del Tempo Perduto di Proust (lo so, sono fuori di testa).

Lo imprimerò sulla mia pelle

Dream - Imagine Dragons

Sono immersa nello studio fino alle costole e mi piace, stranamente.
Mi sono un po' alienata a dire il vero, ma è come se vivessi in una specie di mondo parallelo. Solo io, i miei compagni e l'esame.
Tutto il mondo sta vivendo questo momento.
E poi, tutto questo, mi esula dai pensieri.
Dai pensieri che non mi lasciavano dormire la notte.
So che mi dovrò svegliare, so che dovrò dire, so che dovrò scrivere e lo farò, alla fine.
E' stata una piccola cosa, un piccolo mattoncino caduto e io sono crollata; come se, alla caduta di un capello, una persona dovesse sgretolarsi.
E' stata una piccola e grande cosa. Un dolore che può sembrare di poca importanza, ma che vissuto adesso è grandissimo. Un po' come sempre. Gli adolescenti prendono in giro le sofferenze dei bambini, gli adulti quelle degli adolescenti, i vecchi quelle degli adulti e i saggi, quelli anziani, ma che sono rimasti bambini capiscono che ogni sofferenza è la medicina più amara di tutte nel momento in cui viene vissuta.
Il tempo lenirà le ferite. L'acqua livellerà le cicatrici. Tutto tornerà normale.
Sperando che qualcosa del passato, alla fine, torni.
Ma per ora il presente è ancora quello che mi mantiene incollata, anche se malamente.

Ora, ora, ora... Amo il presente.
Adesso è tutto ciò che conta e lo sto assorbendo per poi, in futuro, avere sempre una casa dove tornare.

Innocenza perduta.

Gods and Monsters - Lana del Rey

Ho perduto l'innocenza. Così dicono, almeno.

E' vero, ho perduto l'innocenza, ma è stato così solo perché non l'ho mai voluta trattenere.

Uno scrittore innocente non vale niente, non per me.
E poi l'innocenza per me era solo un adattamento, non una predisposizione. Era qualcosa che mi sarebbe servita finché non sarei cresciuta abbastanza da voler conoscere lo sporco del mondo.

Cosa significa perdere l'innocenza? Quando la si perde?
Fumando una sigaretta. Facendo sesso. Fumando una sigaretta dopo aver fatto sesso.

Scorgendo una prostituta ai bordi della strada e sentirla chiamarti, come se tu fossi chissà chi, e poi vedendola il minuto dopo salire sulla macchina di un tizio con la testa mezza calva e gli occhi infossati.

Guardando uno dei tuoi migliori amici inalare cocaina. Là, impotente.

Vedendo quella che era stata una delle tue più forti rivali consumarsi dietro l'anoressia, usando la malattia come uno scudo volto ad una minaccia che non c'è.

Cercando di fermare una ragazza, con la quale hai scherzato e chiacchierato, ma della quale ormai sai poco e niente, dal tagliarsi con una lametta.

Ascoltando le risate di ragazzi codardi rivolte ad una tua amica, che si sta svendendo.

Oh, no. Non così.

Sì, io fumerò un po' e berrò un po' di vino, ma quello che mi affascina più di ogni altra cosa è leggere libri come Le Notti Bianche di Dostoevskij, ascoltare musica e guardare film. Io che il mio più grande problema è una lite furente che mi graffia di tanto in tanto. Le cui bruciature, anche con la saliva, non si rimarginano. 

Io. Io davvero ho perso l'innocenza? Non tutti loro, non i peccatori, i drogati e i venduti? 

No.

Io che mi sento come se fossi stata mille anni sotto al sole e mi fossi indurita per colpa della salsedine. Io che mi sono pietrificata. Che non rinuncerei mai al lavoro che sogno per amore e che non amerei niente, proprio niente, più di me stessa, eccezion fatta per i miei libri. 

Sì, io ho perso l'innocenza. Ed è stato un processo interiore durante il quale la mia spassionata fiducia per tutto e tutti si è trasformata in rispetto. In un senso di giustizia. 
E, badate bene, non è un freddo senso di giustizia, ma è un qualcosa di caldissimo e bellissimo. Qualcosa che mi permetterà di guardare il mondo con altri occhi e di raccontarlo, esattamente come adesso sto raccontando me stessa. 
L'unica che conosco.  

Il pentametro giambico è solo un verso vuoto, chiuso tra me e le onde del "di là"

Aggiornamento sul tempo: piove e fa freddo. Aggiornamento sugli eventi: oggi nel mio paese c'è una manifestazione a favore dei diritti LGBT e contro le idee delle Sentinelle (a favore della famiglia tradizionale). Aggiornamento sul mio attuale stato: non potrò andarci perché devo studiare filosofia.
Devo studiare Marx, Comte, Bergson, Nietzsche, Freud, Adler, Heidegger e Sartre.
Filosofi che hanno scritto le loro opere per far sentire le loro voci e le loro opinioni.
In questo momento sto studiando le opinioni degli altri senza poter esprimere la mia.
Un paradosso.
Se fossi la mia professoressa di filosofia direi ai miei alunni di lasciar perdere e andare a comportarsi come filosofi veri, a fare filosofia. Purtroppo non lo sono. E, in questo mondo, nella mia classe, nella mia scuola, è più importante sapere la vita di un'altra persona, o almeno è prioritario saperla rispetto al vivere la propria.
Me ne farò una ragione.
Sapete cosa? Non riesco più a farmi una ragione di niente. Sto diventando una novella Cacciari. No, per carità. Cacciari proprio non lo reggo, sebbene condivida la maggior parte delle sue idee.
Meglio andare a studiare Nietzsche.
No, condivideva il discorso delle razze inferiori e superiori.
Meglio Marx.
Nah, Marx mi fa venire voglia di prendere le chiavi di casa e andare alla manifestazione.
Meglio Sartre.
No, troppo depresso.
Però studiarlo è piacevole.
Andare alla manifestazione però è giusto. Eserciterei un mio diritto.
Sì, ma se non mi promuovono, altro che diritti.
Niente manifestazione e via allo studio...
No. Sì. No. Sì.
Aaaaah, questo Sì e No è un'associazione di idee, il flusso continuo di pensieri nella mia testa.
Adesso parliamo di Freud... o di Joyce. Cosa c'entra Joyce?
Sto impazzendo. Troppo studio. E se andassi alla manifestazione?
No. Devo farmi promuovere, di manifestazioni ce ne saranno altre. Le ultime parole famose.
Questo flusso di idee sta diventando una droga.
Devo studiare.
Voi, però, fate una cosa: manifestate anche per me. Anzi no, ignoratemi.
Mi sto solo sfogando. I diciotto anni e la maturità fanno male a tutti.
Voi fate quello che volete, siamo in un Paese lib...

[...]

E se ci stessero schiavizzando?

Different - Joan Jett and Miley Cyrus

Se un giorno ci trovassimo più adulti e camminassimo per strada, in mezzo a tutto quel turbinio di gente, le rotelle nella nostra mente ci farebbero impazzire. Allora ci fermeremmo, chiuderemmo gli occhi e respireremmo.
Penseremmo immancabilmente a tutto ciò che non funziona in noi, a tutti i disastri che abbiamo fatto.
Ci hanno sempre insegnato come ci si deve comportare quando si perde e come quando si vince.
Nessuno c'insegna mai come vincere.
Nessuno ci dice mai che vincere è importante. Nessuno ci dice mai: "Dài tutto quello che hai, non ti arrendere, non ci sarà una seconda possibilità, devi farlo adesso".
Tutti ci dicono che la vita va avanti.
"La vita va avanti, se perdi non muori, se non ti piace lascia, ci sarà qualcosa di più comodo. Ci sarà sicuramente qualcosa di più facile..."
Basta!

Non voglio qualcosa di più facile, non voglio abbandonare, non voglio arrendermi, non voglio che la mia vita vada avanti lo stesso.
Voglio avere davanti strade difficili, voglio le sfide, voglio lottare, voglio consumare tutta me stessa in questa vita.

Che gusto c'è in una vittoria non vinta, in una vittoria non sudata?

Voglio piangere, stancarmi, distruggermi, voglio correre, urlare.

Non m'interessa una macchina che va da sola.
Perché dovrei comprare un libro che si legge da solo?
Voglio vedermi a ottant'anni con i capelli bianchi, le mani rugose, la voce rauca e gli occhi vispi.

Vorrei che alla fine della mia vita, il mio specchio riflettesse una vecchia distrutta, che non ha avuto una vita facile e che non si è mai piegata alle strade più semplici.

E basta con queste politiche del "perdi pure, tanto non succede niente". E' solo una dittatura del comfort. E' solo un controllo totale mascherato da un milione di scelte.
Trasformiamoci in guerrieri, conquistiamoci la vita che ci stanno rubando.

Si chiamava Klodian Elezi, aveva gli occhi pieni di volontà.

Non Farti Cadere le Braccia - Edoardo Bennato

Albania, Egitto, Marocco, Libia, Siria, Nigeria.
Il sogno di un giovane di lavorare. Il sogno di un vecchio di vivere ancora un po'. Il sogno di una madre di dare da vivere al proprio figlio. Il sogno di un bambino di non avere più paura. Il sogno di un adulto di credere in ciò che desidera. Il sogno di studiare. Il sogno di non morire. Il sogno di non mettere i piedi su una mina antiuomo.
Ho visto occhi piangere, lottare, infuocarsi di rabbia, accendersi di speranza, tristi di abbandono e felici di un nuovo mondo.
Ho visto persone rannicchiate per terra, al buio, ben attente che la luce della sorveglianza non si posasse su di loro. Li ho visti scattare, con una forza straordinaria, verso quella che noi chiamiamo "barca della morte" e che loro chiamano "barca della vita".
Li ho visti cadere sulla terra ferma, sfiniti, e poi rialzarsi con del sangue nuovo nelle vene. Nei loro occhi non c'è noia, c'è volontà.
Ho visto ragazzi accalcarsi come cani in cerca di un boccone di pane.
Ho visto questi stessi ragazzi finire l'Expo. Ne ho visto uno morire, cadere e morire. Per il cibo. Si chiamava Klodian Elezi.
Ho visto bambini indifesi sporcarsi le labbra inneggiando alla vita e al cibo per tutti proprio nel luogo dove poco prima era morto un ragazzo per la fame.

Oh, ho visto tanta vita. Nell'albanese, nell'egiziano, nel marocchino, nel libanese, nel siriano, nel nigeriano, in Klodian. Ho visto tanta vita negli italiani che cercano la verità. Non ho, però, visto un solo grammo di vita nel coro dei bambini che cantavano l'inno nazionale; solo tante bugie nascoste sotto le macerie dell'ignoranza.



Voglio migliorare il mondo e so che, come me, tanti lo vogliono. Io credo nei giovani, nei vecchi e negli adulti. Io credo nel futuro. Io credo nelle brave persone.

"Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro" Bob Dylan.

Questi sporchi saluti romani...

I nostri nonni, i nostri bisononni, i nostri predecessori italiani si sono battuti, sono morti, si sono rotti delle ossa e hanno sentito quella sensazione di quando sai che dall'altra parte c'è qualcuno con una pistola pronta ad ucciderti; tutto questo per liberarci.
E gli italiani fanno il saluto romano.
E gli italiani inneggiano al fascismo.
Inneggiano a ciò che ci ha imprigionati. Ad un totalitarismo che voleva dirci cosa fare, senza alcuna libertà di decidere, senza votare, senza scrivere quello che si voleva, senza dire quello che si voleva.
Imprigionati. Schiavi degli ordini altrui. Ordini su tutto.
No, non va bene. Non è giusto.
Come ci si può odiare tanto da non desiderare nemmeno la propria libertà?
I partigiani erano comunisti, liberali, cristiani, erano tante cose, ma erano anche una cosa sola: antifascisti.
Loro ci hanno liberati e, anche io, da ignorante quale sono, so che per essere liberati c'è bisogno di essere prigionieri.
Noi italiani non possiamo non essere antifascisti e non mi interessa chi altro lo dice insieme a me, se ci sono autorità importanti, io non mi baso su di loro, mi baso su un semplicissimo fatto: il fascismo ci ha resi schiavi.

Se volete essere schiavi, a questo mondo avete solo l'imbarazzo della scelta, ma io voglio essere libera. Quindi togliete i vostri sporchi saluti romani dalla splendida e libera capitale di noi... di noi italiani.

Segnalazioni: Chelsea & James, Platino Blindato e Navigando Tra i Confini della Realtà!

Ciao! Oggi post un po' diverso per segnalarvi diverse uscite di autori italiani.

Il primo libro di cui vi parlo è: Chelsea & James. 



L'autore: Giuseppe Cozzo, classe 1992. Chelsea & James è il suo romanzo d'esordio autopubblicato attraverso il servizio Kindle Direct Publishing di Amazon. Sta lavorando al prossimo romanzo che verrà pubblicato nel 2015. 

La trama: Nel tentativo di perseguire il proprio personale senso di giustizia, due ragazzi cercano di fuggire da un ingombrante passato, che li condiziona fortemente. 
La moralità, immancabilmente relativa, viene messa in discussione, mentre un viaggio li porterà via dalla zona in cui hanno imparato a soffrire. 
Scopriranno che allontanarsi da un luogo è impossibile, ma prendere le distanze dalle proprie vite è un obiettivo che può essere raggiunto solo conoscendo sacrifici forse insopportabili. 

Prezzo: Formato Kindle: 0,99 € 
Formato Cartaceo: 6,24 € 

Links: All'acquisto: qui. (Amazon, dove potete trovare anche un inizio del libro per farvi un'idea). 
Al sito dell'autore: qui.  
Twitter: @GiuseppeCozzo92

Il secondo libro di oggi è: Platino Blindato 


Spin Off del già segnalato libro A un passo dalla vita, che sta uscendo in formato cartaceo. 

L'autore: Thomas Mellis. 

La trama: 
Condannato al soggiorno obbligatorio nel centro nord. In una Firenze mai nominata lontana dai tesori artistici e dalla bellezza rinascimentale. Inizia così la storia di Liggio, un meridionale "amico degli amici", pronto a ricominciare da zero grazie a un linguaggio internazionale: quello dei soldi sporchi. L'incontro con vecchie conoscenze, l'arrivo di nuovi concorrenti e di un'organizzazione sempre più potente, nello scenario della rivoluzione degli equilibri mondiali post 1989 e della mutazione del mercato criminale italiano. In una zona dell'economia preziosa e grigia come platino: come Platino Blindato.

Prezzo: Gratuito. 

Links: per scaricare lo spin off: qui.
Per comprare "A un passo dalla vita" in formato cartaceo (prezzo: 17,00 €): qui.

Ed infine, il terzo libro che ho da presentarvi è: Navigando Tra i Confini della Realtà. 
Il libro è in realtà una raccolta di undici storie. 


L'autore: Ken Bi. 

Trama: Le undici storie sono tutte collegate dall'elemento del fantastico e s'intitolano: 
Lo psichiatra 
Lo stratega
Frida (aspettative)
Habemus Papam
Luisa (loop, tra sonno e veglia) 
Il caffè, ovvero il fantasma dell'amore presente, passato e futuro
Il creativo
Elisabetta (la soluzione finale)
Il guardiano dei vampiri
Giusto in tempo
Super

Per saperne di più delle varie storie: qui il link alla pagina su Amazon per leggere un estratto e acquistare il libro in formato digitale (Prezzo: 0,99 €) 

Per saperne (ancora!) di più: qui (Dandelion, il blog degli scrittori emergenti) e qui (Scrittura-Mania) i links a due recensioni. 

Infine, qui il link alla pagina Facebook dell'autore. 

Eh Bien! Adieu, mes amis! Nous nous rencontrer ici! 

Ricorda che sei un diavolo in paradiso e un angelo all'inferno

Someone Saved My Life Tonight - Elton John 

Ricordati che se qualcosa ti fa male, ti porta grandi cose.
Ricordati che i dolori sordi allo stomaco sono le aspettative di qualcosa di bellissimo, sono il timore che i tuoi sogni siano tutte illusioni. Sono la dimostrazione che sei in grado di sognare. Ricordati che i dolori sordi allo stomaco e l'agitazione nel petto sono segno che sei vivo.
Ricorda che i groppi in gola delle parole non dette man mano si ammassano tutti sulla cassa toracica, e premono.
Ricordati che sbagliare è umano e perseverare è sempre umano. Ricordati che siamo tutti peccatori senza redenzione.
Ricorda che non esiste destino e che camminare su una strada mentre la si sta costruendo non è facile. Quindi, se mai ti sentissi perduto, sappi che ci sono milioni di persone che si sentono allo stesso modo. Me compresa.
Ricorda che non esistono solo due vie. Non esiste solo sparare o essere uccisi. Non esiste solo buono o cattivo. Puoi mettere i fiori nella tua pistola.
Ricorda che non potrai mai essere completamente in pezzi, né completamente sano.
Quando ti starai rompendo, ricordati che puoi ripararti. Traballerai per il resto della vita, ma starai in piedi.
Oh, puoi mettere una garza alle tue ferite.
E se mai le lacrime ti premeranno gli occhi, ricordati che non sono avvelenate.
E se mai qualcuno trasformerà il tuo cuore in ghiaccio e poi gli darà un leggero colpetto, frantumandolo, ricorda che puoi urlare di dolore.
Perché sei umano.
Ricordati che il dolore esiste, ed è magnifico, e c'è sempre una terza strada, e sei umano; e non hai bisogno di altro che del tuo essere così imperfettamente umano.
Umano, fortemente umano.

Dicono che ci si vergogni spesso del proprio passato...

...Io rispetto sicuramente di più la me bambina che la me di adesso. E, probabilmente, a quarant'anni guarderò con occhi fieri la me diciottenne.

Touch The Sky - Avril Lavigne

Serve mantenere la freschezza. Il profumo dei papaveri sotto il sole. Le pesche calde d'estate. Serve avere i piedi nudi e il viso libero.
C'è bisogno di odorare di latte.
Della meraviglia negli occhi.
Si deve avere paura delle ombre ed essere curiosi nel buio. Ogni volta che mangiamo un biscotto lo dobbiamo sentire mentre si squaglia sulla lingua con il dolce-amaro cioccolato fondente che ci insegna la vita.
Ed è la prima volta che si sente l'odore dell'inchiostro.
Ci si arrabbia perché si ama qualcosa.
La nostra vita ha bisogno di schizofrenia da caffè e di furia da adolescenti.
Sentirsi crescere la rabbia dentro come cani ammalati.
Lo zucchero filato della giostra.
Abbandonarsi al piacere di una canzone. Le dita scorrono sulla seta.
Si fuma davanti alla luna. La nausea da troppe caramelle.
La prima margherita di stagione. Bisogna voler distendersi in mezzo ai campi di fiori.
C'è la necessità di sognare, c'è la necessità di volere.
Le gambe che tremano. Come dei bambini di fronte all'eclissi.
Piangiamo guardando Alice nel Paese delle Meraviglie. Ridiamo per un nonnulla.
Ritroviamo la freschezza di una sigaretta rubata alla vita. Di un alito di vento inglobato nei nostri polmoni.
Scriviamo come un tempo. Scriviamo quello che desideriamo, senza che sia di qualità, senza che sia originale.
Scriviamo come se nessuno ci leggesse. Senza cancellature. Con i temi scritti di getto e ricopiati.
Così. Senza plasmarci. Con freschezza.

Segnalazione: I Guardiani degli Inferi e Liebster Award

Ciao a tutti!
Oggi doppio post: nella prima parte segnalerò un libro di un'autrice emergente italiana e nella seconda... beh, lo avete capito dal titolo, Liebster Award!

SEGNALAZIONE: 

Titolo: I Guardiani degli Inferi - La Sposa Oscura
Autore: Daniela Ruggero
Prezzo: 0,99 €
Formato: (purtroppo, solo) Kindle
Pagine: 235 (previsto)
Editore: Lettere Animate
L'autrice: Daniela Ruggero nasce a Torino il 30 Settembre 1976, sposata e mamma. Nella vita di tutti i giorni è un'infermiera, mentre nel tempo libero scrive. E' una lettrice compulsiva, dipendente dal genere Horror e Noir. Ama il Fantasy in tutte le sue sfaccettature, ma non disdegna una buna storia anche se non fa parte di queste categorie.
Autrice della Saga Urban Fantasy: I Guardiani degli Inferi.

  1. La Sposa Oscura 24 agosto 2014, Lettere Animate
  2. Oblio, racconto, spin off gratuito
  3. Genesi 3 febbraio 2015, Lettere Animate
Trama: Per la trama vi lascio il link di Amazon al libro, nel quale potrete anche leggere un piccolo estratto: qui il link. 
Vi consiglio di leggervi l'estratto al posto della trama. Su Amazon, infatti, è presente la sinossi che dice tutto del libro, anche la fine, quindi, se non volete rovinarvi la sorpresa, provate a vedere se vi piace leggendo le prime pagine.

Un po' di links: Blog della scrittrice: qui.
Pagina Facebook: qui
Kobo: qui.

E nel caso che il primo vi piacesse, Daniela Ruggero ha scritto anche il seguito: Genesi. Qui il link per saperne di più!

Ah e, per chi non apprezzasse molto il formato Kindle (come me), sappiate che dei due libri uscirà anche il cartaceo, in particolare: de La Sposa Oscura, a brevissimo e sarà disponibile nella formula print on demand, mentre per Genesi dovrete aspettare un po' di più! 

LIEBSTER AWARD: 
Ed ecco il Liebster Award! Sono così affezionata a questo premio! Ricordo quando lo ricevetti per la prima volta a 15 anni! Una volta c'erano undici domande a cui rispondere, undici da porre e undici blog da nominare, mentre adesso sono dieci. Lacrimucce per i bei tempi passati. Oh, quante cose sono cambiate! Va bene, basta, sono troppo sentimentale... iniziamo! 
Il premio consiste nel:
  1. Ringraziare i blogger che ti hanno nominata 
  2. Rispondere alle 10 domande
  3. Nominare altri 10 blog
  4. Porre 10 domande
  5. Comunicare la nomina ai blog
Quindi, devo ringraziare tantissimo Dafne, ma soprattutto v'invito ad andare sul suo blog. E' davvero una ragazza dolcissima e che s'impegna moltissimo per non lasciare mai senza post i suoi followers e questo secondo me è da premiare (e poi mi dà un sacco di idee sui nuovi libri da leggere!): QUI il suo blog. 

Le sue dieci domande: 

1. Quando è iniziata la tua passione per la lettura? Qual è il libro che ti ci ha fatto avvicinare?
A dire il vero, leggo da sempre. La mia passione per la lettura c'è sempre stata, fin da quando non sapevo nemmeno leggere. Però posso dire un libro che mi ha iniziata, quando ero moooolto piccola, ed è: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Sepulveda. 
2. Qual è il posto più strano dove hai mai letto?
Purtroppo, mi sono resa conto, con mia estrema delusione, che i posti in cui ho letto sono tutti tremendamente banali...
3. Se potessi conoscere un autore, quale sceglieresti? E cosa gli diresti? 
Accantonando le frotte di autori morti che vorrei conoscere, ne nominerei altri mille. Ma se devo sceglierne uno, sceglierei Philip Pullman e, cosa gli direi? Probabilmente che ha fatto una delle cose più belle di questo mondo: far vivere in me i suoi personaggi. Ha fatto una magia. 
4. La tua coppia della finzione preferita? 
Non sono una di quelle persone che s'innamora degli amori degli altri, quindi proprio non saprei
5. Se ti dico la parola LIBRO, qual è il primo ricordo felice che ti viene in mente?
Quest'estate, quando ho finito il mio libro e quando tutti i miei amici mi hanno chiesto di leggerlo. E' meraviglioso sapere che ci sono persone che credono in quello che fai. 
6. Tendi a risparmiare nel comprare libri? Quali metodi usi? A quali siti ti affidi?
Sì, tendo molto a risparmiare, tranne con certi libri che desidero più di ogni altra cosa. Per risparmiare uso vari metodi: le carte a punti delle varie librerie, i mercatini, gli sconti Giunti, Feltrinelli, Mondadori..., gli scambi su Anobii. Non mi affido spesso a siti internet, preferisco comprare le cose di persona, ma quando ordino su internet, uso IBS.it.
7. Qual è il genere che odi e che cerchi sempre di evitare?
Il noir o i gialli o gli horror. Non li amo affatto. Questo non significa che non ne legga affatto, ma per conquistarmi devono essere davvero belli, stile Dieci Piccoli Indiani, per capirci. 
8. Collabori con qualche casa editrice? Se no, ti piacerebbe? 
No, non collaboro con nessuna ce. No, non credo mi piacerebbe, io leggo per piacere e non amo particolarmente recensire.
9. Ti capita spesso di affrontare periodi in cui non riesci a trovare la voglia di leggere?
Mmm... no, mi capita spesso di non riuscire a leggere per un po' e mi pesa tantissimo.
10. Come ti organizzi riguardo al blog? Ti prepari i post o scrivi tutto di getto? 
Sono una brava organizzatrice, ma organizzare il blog non mi piace. Questo blog è qualcosa di spontaneo, che cresce con me e non voglio creare qualcosa di meccanico e studiato. Per quanto riguarda preparare i post, non lo faccio mai. Scrivo solo di getto. 


Dieci blog nominati: 


Le dieci domande: 

1. Quando ti piace ascoltare musica e perché? 
2. Quale sarebbe la tua giornata tipo della vita che sogni?
3. Hai un vizio (piccolo o grande)? Qual è?
4. Cosa basterebbe a cambiarti in meglio la giornata?
5. C'è un autore che ti fa battere il cuore? Chi è? Perché?
6. Qual è la città di cui porti il ricordo più bello e quella nella quale un domani ti piacerebbe vivere?
7. Cibo preferito? 
8. Qual è il tuo genere preferito di film?
9. Qual è il cartone preferito dell'infanzia? 
10. Dimmi una cosa che hanno fatto tutti, ma che tu non hai fatto.

Ed ecco! Per oggi è tutto, spero di non avervi annoiato troppo, alla prossima! 

Esperienza fotonica

Emozioni - Battisti

"Ora dobbiamo respirare fortissimo e riempirci i polmoni di aria" e fu così che respirai per la prima volta la Francia, per la prima volta Parigi. La prima cosa che ho visto è stato il cielo e un palazzo. Un palazzo bianco che assomigliava tanto a come avevo immaginato la casa di Marine nel mio libro. In quel momento Parigi mi aveva già fatta sua.
Tutto di quella città mi rendeva felice. Gli antichi palazzi, l'onnipresente Senna, gli alberi secolari mi lasciavano senza fiato e con un meraviglioso calore nel cuore.
Parigi mi scaldava il cuore, sentivo tutta la meraviglia che vagava con il vento, sentivo la magia.
E' stato quando ho visto da sotto la torre Eiffel che mi sono sentita splendidamente impotente e felice. Tutto quel ferro che si attorcigliava fino alla cima con impresso il nome di Dumas nel mezzo. Gli alberi mezzi spogli e mezzi fioriti. Il vento che smuoveva qualsiasi cosa. Stavo vivendo dentro il mio libro. Ho vissuto qualcosa d'indescrivibile. Stavo vivendo dentro la mia creazione con la persona con la quale avrei voluto da sempre condividerla.
Lì lo sapevo, sapevo perfettamente che avevo avuto fortuna.
Sapevo che avrei dovuto imprimermi ogni singola immagine e parola negli occhi e nelle orecchie, in modo da ricordarmela anche quando mi sarei voltata per andarmene.
Sapete, sembra una sciocchezza, ma, a Parigi, la metropolitana corre davvero velocissima. Non dà nemmeno il tempo alla vista di seguire il corpo. E quando il corpo si ritrova davanti a Notre Dame, gli occhi devono correre, più veloce di un raggio di sole, per raggiungerlo.
Notre Dame è una chiesa incantata. Grigia, spoglia, ma incantata. Quando la si osserva si ha l'impressione che tanta polvere dorata stia volando tutt'intorno. E poi, quando si sale, e si sta in mezzo alle due torri, ci si sente parte del tutto. Ci si sente parte dell'incanto. I gargoyle riposano accanto, ti si accucciano davanti e lì, solo in quell'istante, si vede la magia. Nell'istante in cui si scruta la Senna, con i piedi sul pavimento di pietra e i mostri addormentati vicini, la magia ti avvolge.


Ritornare da Parigi mi ha frantumata. Risvegliarsi in una realtà dove niente di quello che esisteva a Parigi esiste davvero mi ha mezza massacrata.
La mia mente sta iniziando a farmi paura. Anche se non so dove sia.

Nous nous reverrons, au dimanche

Buongiorno... forse è meglio buonanotte (00:05)... Buonanotte!
Prima che andiate a dormire, e che vada anche io, vi volevo dire qualcosa.
Domani parto per Parigi, non ci starò molto tempo, ma non ha importanza. Parigi deve essere meravigliosa e anche quelle quattro strade che riuscirò a vedere lo saranno.
Parigi è una città molto speciale per me. So che può sembrare una frase scontata, ma non lo è. A Parigi ho ambientato il mio libro e forse c'è una buona possibilità che in futuro possiate leggerlo. Parigi mi ha accompagnata in questo libro per ben tre anni e, sebbene non conosca affatto questa città, se non per puro studio, questa città ha cominciato a vivere un po' in me e io vivrò sempre un po' in questa città.
Parigi ha dato modo al mio libro di esistere, insieme a tutti quelli che l'hanno sostenuto, fra i quali ci siete voi, che mi leggete.
Voglio raccontarvi tanto e tanto e tanto. Tutto quello che accadrà. Spero sarà bello o comunque sarà... particolare. Insomma, spero di avere una storia da raccontare al mio ritorno. E se la storia non sarà eccezionale, proverò a renderla tale; e se le mie, dubbie o indubbie, dipende dai punti di vista, abilità scrittorie non saranno abbastanza, Parigi, lei da sola, è sempre un po' d'aiuto.
Sogni d'oro, mes petits frères.



PS. Perdonatemi nel caso la parte in francese sia sbagliata, ma ho dovuto affidarmi a Google traduttore.

La vita non è un dono

Tom Odell - Heal

Punto i piedi per terra, le punte delle converse che si ficcano per bene in ogni pertugio. Adoro camminare, ma questa marcia mi sta solo facendo innervosire di più.
Vedo una farfalla bianca a terra, su un filo d'erba, che vola un po' più su e si poggia sul muro di pietra. Mi calmo. Capisco la mia idea. So perché m'infurio.
La vita è un dono, dicono. L'eutanasia è un peccato, dicono. E a me salgono involontariamente le lacrime agli occhi e un impulso di rabbia nel cuore.
Sapete cosa penso? Che la vita non sia un dono. Penso che la vita sia un ciclo e che sia un ciclo incredibilmente bello.
E sono arrivata alla conclusione che la morte non esiste, perché la materia si trasforma, ma non si distrugge mai.
Io sono attaccata alla vita come un diabetico alla sua insulina. Mai, mai, mai vorrei consigliare l'eutanasia, mai vorrei spronare all'eutanasia, ma non sono un'ipocrita.
L'ipocrisia di chi parla del dono della vita non ha eguali e allora io dico: siate madri in un paese in guerra e guardiate i vostri figli rischiare di saltare in aria calpestando una granata e ditemi se non desiderereste morire per non avere quel terrore giorno dopo giorno; siate persone nate dalla violenza, con attorno la violenza, cresciute dalla violenza e ditemi se non vorreste un po' di pace; nasciate mutilati  in una terra che con l'acqua pompa scorie radioattive e ditemi che non preferireste morire piuttosto che essere obbligati a vivere sopra una Chernobyl approvata.
Non ho il diritto di biasimare una persona che decide di morire solo perché io credo che la mia vita sia un dono.
Perché io non ho un tumore al cervello, perché io non ho un mitra puntato davanti agli occhi, non sono cresciuta di violenza.
Io non ho nessun diritto di giudicare!



Non voglio morire, voglio trasformarmi in cenere e diventare parte di un albero. Non voglio morire, voglio diventare una farfalla.

Che male c'è, chiedo, a voler essere una farfalla? Che male c'è a non voler morire sopravvivendo? Che male c'è a continuare a vivere, sempre, meravigliosamente, quando questa vita, semplicemente, non ci vuole più?

Ps. Vorrei sottolineare che sono pro all'eutanasia, ma nei casi citati, quali tumori incurabili, stati vegetativi permanenti ecc... per il resto, mi ritengo un'assoluta sostenitrice della vita. Grazie.

IULM, scrivere, scrivere, scrivere e Paris!

Lou Reed - Perfect Day

Buongiorno a tutti!
Era da un po' che non parlavo a ruota libera sul blog e sono felice di farlo oggi.
Vediamo... cosa vi potrei raccontare? Beh, per esempio che ho preso la patente! E' successo un po' di tempo fa, ma non ve l'ho mai detto. Comunque non uso spesso la macchina perché la maggior parte delle volte mi piace spostarmi a piedi oppure farmi scarrozzare di qua e di là!
E poi l'anno prossimo non mi servirà affatto visto che andrò all'università e, là, sicuramente, non me la porterò.

Per quanto riguarda l'anno prossimo, credo di aver scelto. Conoscete il mio amore per la scrittura (ovvio), ma negli ultimi tempi sto scoprendo l'amore per il giornalismo, cerco di fare interviste ovunque e mi diverto da matta, compro i giornali a più non posso e seguo la maggior parte delle testate giornalistiche mondiali su twitter. Tutto questo per dirvi che non farò lettere. Non perché non voglia, anzi, amerei fare lettere e studiare mitologia greca e tutte quelle cose-vecchie-che-non-interessano-a-nessuno, ma studiando lettere non avrei i requisiti necessari per accedere alla laurea in editoria e giornalismo e quella... quella mi serve proprio. Per ora i miei piani sono di andare allo IULM, a Milano, e seguire i corsi di Comunicazione, media e pubblicità per poi, laureata alla triennale, tentare il master in giornalismo e, successivamente, l'esame per l'ordine dei giornalisti (tutto questo è alquanto improbabile, quasi di sicuro finirò a fare la magistrale in editoria e giornalista, ma poco male).
Lo IULM è privato. Lo so. Non volevo, questa cosa non mi piace molto, però ho questa opportunità e la sfrutto. Il fatto che lo IULM sia solo per figli di papà o che non m'interessa: di queste cose non me ne frega niente, quello che m'importa è studiare per diventare giornalista.

MA... il mio amore per la scrittura e il mio desiderio di scrivere romanzi rimane là, lo stesso, e, non voglio dirvi molto (pura stronzaggine), ma sono sulla buona strada!

Tra non tanto tempo andrò in gita. Andiamo a Parigi. Sì, sono emozionata, davvero tanto. Per tanti motivi diversi, ma ve ne parlerò, non temiate.

Non voglio annoiarvi con altri dettagli, anche se avrei altre mille cose da raccontare, quindi vi saluto. Ditemi come vi vanno le cose di questi tempi perché sono una curiosona impicciona.
Baci!

Dedicato a chi...



La musica è magia. 

La musica unisce la gente. 

Ma non solo.

Per noi la musica è l'unico sprazzo d'intimità.

La musica è il nostro letto. Una purissima forma di lussuria.

La musica è la nostra sacralità.

La nostra musica non viene mai interrotta. La nostra musica è privata anche in mezzo alla gente.

Tu continui a cantare e il continuo a muovere il capo, a sorridere e ad assorbire tutta la scena. Mi sorridi da lontano. 

Io chiudo gli occhi per un pezzo assaporando ancora un po' la tua voce. 

Li riapro e mi abbandono al dondolio delle note finali. Accendi l'accendino davanti a me. Ora la stanza brulica di persone, ma la canzone non è ancora finita. 

Non voglio che questa canzone finisca, ma voglio che ne inizi un'altra. 

Io… ho così tanta paura.


"Ho bisogno di questo miracolo. 
Sento che ho delle notizie strepitose, ma nessuno a cui raccontarle. 
Ho talmente tante cose da dirti. 
Ti prego ascoltami. 
Alcune volte chiudo gli occhi e canto e… immagino. Immagino che tu stia cantando con me."

Dedicato a chi vive nella musica, respira la musica, regala la musica. 
E a chi ha un sogno... 
Che non vuole abbandonare.