Io odio Hitler

I Hate Hitler - John Williams

In questi giorni se ne sente parlare ovunque, e a ragione. Oggi è l'anniversario della liberazione dal campo di sterminio di Auschwitz.
Non mi soffermerò sul: "non dimenticare". Sono certa che già mille insegnanti e mille persone che conoscete vi avranno detto: "non dimenticare".
E il non dimenticare è importante, importantissimo, per tramandare la conoscenza. Ma, se il non dimenticare deve essere presente nelle nostre vite, allora dovremmo prendere in considerazione anche un altro punto di vista.

Ieri ho visto Storia di una Ladra di Libri. Non ho letto il libro (lo leggerò sicuramente) e il film mi è piaciuto un bel po', ma vorrei soffermarmi su una scena particolare di questo film. Una scena che mi ha colpita moltissimo.
Agli inizi del film, la bambina protagonista, nell'innocenza della giovane età, sussurra al padre adottivo che odia Hitler; per via del fatto che, tra le varie deportazioni, c'era anche quella dei comunisti, dei quali faceva parte la madre della bambina. Il padre adottivo le dice di non ripetere mai più una cosa del genere. Lei non deve dire: odio Hitler; mai, per nessuna ragione al mondo.
Più avanti nel film, la bambina si trova sola con il suo migliore amico in un posto desolato. E, questo mi ha colpita, si alza in piedi e urla. Lo urla. "Io odio Hitler!".
Mi è balzato il cuore nel petto. Lì, nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, con i nazisti a quattro passi, all'angolo della città, questa bambina si alza in piedi e, senza paura, dice di odiare Hitler.

Ho pensato immediatamente che non dovevo avere paura. Che io ero nel ventunesimo secolo, Hitler è morto, gli ebrei non vengono più sterminati, i popoli non vengono più perseguitati... I popoli non vengono più perseguitati? Non ci sono più guerre? Non ci sono più barconi mandati al naufragio e persone che hanno il coraggio di non soccorrerli? Non ci sono più accordi tra Stati per chiudere le porte? Per dire: chi se ne frega? Siamo davvero così avanti?

Ma, a parte questo... avete mai sentito qualcuno dire: "io odio Hitler"? Perché io no. Eppure io posso dirlo, ma non lo faccio. Perché è scontato?
Io odio la guerra, io odio la crudeltà, io odio l'odio. E dopo tutto questo mi sentirete parlare di quello di cui non sono d'accordo e di quello che amo, ma prima voglio che sappiate una cosa, che il mondo ne sia ben cosciente, anche se può sembrare irrilevante:
Io odio Hitler.

Il fervore ritrovato

I Will Be There - Odessa

Quando ho letto il libro "Resta Anche Domani" di Gayle Forman sono rimasta piacevolmente colpita dalla profondità degli argomenti trattati e dalla dolcezza con cui vengono descritti. In quel libro avevo visto il sentimento dell'amore, amore in senso generale. Resta Anche Domani non era una storia di due ragazzi innamorati, era molto di più.
Ieri ho guardato il film. Pensavo che mi avrebbe deluso, ma non è stato così. Ho visto un film diverso dal libro che avevo letto, sebbene fosse molto rispettoso della trama. Ho visto l'altro punto di vista. Lo stesso libro, ma focalizzato sull'innamoramento dei protagonisti.
Davvero bello. Davvero interessante.

Nel libro, e nel film, la protagonista, dopo un traumatico incidente in macchina in cui è coinvolta tutta la sua famiglia, riesce a staccarsi dal suo corpo e a vedere quello che le accade intorno, ricordando a tratti avvenimenti del passato.

Naturalmente questo libro, drammatico com'è, ha scalato le classifiche diventando un fenomeno editoriale.
C'è da chiedersi perché ai giovani d'oggi piacciano tanto queste storie tormentate e, bisogna dirlo, a tratti tragiche.
Perché queste storie sono rimaste gli unici luoghi in cui si combatte. In cui si scatenano le forze che accendono da sempre gli animi delle persone.
L'amore, la vita, la libertà, la giustizia.
Noi ultime generazioni siamo nati credendo che tutti avessero già combattuto per tutto e che tutto fosse ormai dato e scontato. Mai niente fu più sbagliato.

In questo mondo esiste ancora il terrorismo, la censura, il razzismo, l'omofobia, la guerra, la malattia, la ristrettezza mentale e quell'amore impossibile per cui una volta si soleva combattere e che adesso si lascia alla fantomatica impossibilità che permea tutto.

I fondamentalisti, il papa, le sue nocche e le sue idee arretrate, quell'idiota di Maroni, Guantanamo e anche "Resta Anche Domani" mi hanno fatta svegliare. Mi hanno fatta svegliare dall'idea che "tanto non si può fare niente", mi hanno fatto ritrovare quell'emozione, quel fermento, quella passione che tanto mi smuovevano tre anni fa.

Sono una persona che vuole le nozze omosessuali, un paese pieno di etnie, la pace, la libertà di sperimentare in medicina, la libertà dalla religione, la giustizia e anche quel meraviglioso amore impossibile.

Ed ecco che si fa strada in mezzo alla triste tranquillità, il fervore ritrovato.

Je Suis Charlie

"Je ne suis pas d'accord avec vos idées et je me battrais pour que vous puissiez les exprimer" Voltaire. 
"Non condivido le tue idee, ma darei la vita perché tu le possa esprimere"


Se ne sente parlare ovunque, vero? Si sentono critiche a tutto e tutti, si sente dire che adesso si dovrà imbastire una guerra contro gli attentatori o che si dovrà smettere di fare satira perché provocare non è giusto.
"Questi islamici, musulmani sono tutti uguali e fanatici, cacciamoli!" dicono.
"Sono morte dodici persone e in Francia, cosa me ne frega?" dicono poi.
E ancora: "Se la sono cercata, non avevano rispetto, insultavano e offendevano qualcosa su cui non si dovrebbe scherzare".
Non voglio scrivere una pappardella e non voglio nemmeno ribattere o spiegare eventi senza le competenze per farlo. Voglio solo... esprimere la mia idea.

Charlie Hebdo è un giornale satirico. Non offende, non insulta, semplicemente ricama una storia con una vignetta. A Charlie Hebdo di Dio non interessa per due motivi: 1) Dio non esiste e 2) se esistesse non si curerebbe nemmeno di uno stupido giornaletto. Charlie Hebdo è degli uomini per gli uomini. Charlie Hebdo, proprio perché è un giornale, è l'emblema della libertà dell'uomo. Siamo liberi, di dire, scrivere e pensare. Nessuno ci toglierà mai queste libertà. Siamo nati liberi e lo resteremo sempre.
I giornalisti di Charlie Hebdo sapevano che il loro lavoro era rischioso e lo accettavano. Ogni giornalista che decida d'intraprendere un lavoro come il loro deve essere cosciente che per ogni parola gli spetterà una minaccia e che per una parola in più potrebbe spettargli una pallottola. Ma lo accetta o, altrimenti, sceglie un'altra professione. Smettere di fare satira è stupido, limitarla è controproducente. Al Qaeda, lo Stato Islamico o chicchessia attaccano i nostri "luoghi di culto", i "santuari" della nostra libertà, perché sono quelli a renderci pericolosi, a renderci forti. I giornalisti, quei giornalisti non sono eroi, sono persone che amano il proprio lavoro e la propria libertà. E francamente, che senso avrebbe vivere in prigione? Per me nessuno.

Voleremo dal Kilimanjaro... Buon anno!

I Can Fly - Lana Del Rey

1 gennaio 2015 (2:23)

La depressione post prima ora di un nuovo anno cade come al solito, ed è veloce. A venire e ad andarsene. Forse perché l'essere estremamente forzati a divertirci... non ci diverte. Forse per il fatto che siamo sempre le solite persone, anno dopo anno.
Io però sono abbastanza felice di essere sempre la solita persona; anche se probabilmente non ho trovato le persone giuste con cui condividere me stessa.
Ed è questo uno dei più grandi miei obiettivi del 2015: scoprire quella persona che mi fa scoprire me stessa, continuare ad esserlo e non arrendermi.
Sono stata abituata sin da piccola a non arrendermi mai, anche a duro prezzo. Ho sempre rigettato l'idea dare il cento per cento di me stessa, non l'ho mai fatto. Credo che sia arrivato il momento di diventare instancabile, anche se mi fa paura.
Ho la certezza che quest'anno comincerà la mia strada in salita. Una salita ripidissima e lo so perché ho scelto uno dei mestieri più difficili da portare avanti, un mestiere sporcato dalla corruzione e dal nepotismo. Non conosco nessuno, non ho milioni. Ho solo un po' di risparmi, un cervello e forza di volontà. Sì, è vero, il sentiero che sono obbligata a percorrere è come quello per scalare il Kilimanjaro... ma ho pur sempre i miei Doctor Martens.

Buon anno, vi auguro di scalare il vostro Kilimanjaro.