Che poi, se fosse sempre nessuno, sarebbero tutti.

Ancora aspetto. Aspetto di continuo, sono in un cocente stato di attesa. Non mi rendo conto di nulla. Ho davvero una bolla tutt'intorno. Il primo post che ho pubblicato su questo blog è stato proprio su una bolla. Sull'importanza di crearsi una bolla tutta propria. Una bolla diversa dalle altre, che rifranga la luce in modo particolare e che si rispecchi nei rami degli alberi.
Una magnifica bolla.
Sapete, io credo che ognuno di noi possa trasformare qualcosa di banale in qualcosa di suo, di speciale.
Fantasticherie.

Daphne di Apri le porte della fantasia mi ha taggato in un book Tag. La ringrazio tantissimo perché è sempre dolcissima e poi vi consiglio di dare un'occhiata al suo blog che spazia molto nelle categorie letterarie e io stessa trovo spesso libri che poi adoro!
Spero di non annoiarvi e cominciamo!
Il tag si chiama Epic Reads Book Tag:

1. Se potessi invitare un autore o un personaggio di un libro per un tè, chi inviteresti?
Se fossero le cinque, se fosse l'ora del tè, escludendo Philip Pullman, inviterei indubbiamente Jane Austen.
La troverei una donna precisina e la odierei dal primo istante, con il suo tulle e i suoi pizzi, ma senza Jane Austen non esisterebbe un tè.
Ah, e poi, se parlassimo di personaggi di libri: il leprotto marzolino e il cappellaio matto. Mi sembra ovvio.

2. Di quale libro ti piacerebbe che l'autore scrivesse un prequel?
Di nessuno, ad essere onesta. Prima di tutto i prequel non mi piacciono e poi se l'autore in questione avesse avuto una buona idea per un prequel, l'avrebbe già messa su carta. Preferisco nessun prequel ad un prequel scritto di malavoglia solo per accontentarmi (/ci, noi lettori).

3. Quali personaggi proveniente da libri diversi vedresti bene insieme?
Mi linciate se scrivo ancora una volta... nessuno? Prima di tutto non sono il tipo che crea coppie e poi tutti i libri sono talmente differenti tra loro da non poter in alcun modo creare un abbinamento decente. Inoltre mi sembra di fare eugenetica.

4. Se incontrassi il tuo autore preferito in metropolitana, cosa gli diresti?
Credo di aver già risposto a questa domanda in passato... mmm... idealmente gli direi che mi ha insegnato a leggere, che mi ha cambiato la vita, che è stato un pezzo fondamentale della mia esistenza. Realmente guarderei di fronte a me e tirerei dritto: non voglio rovinarmi l'impressione di un autore. Non voglio che si riveli quello che non credevo che fosse. Voglio ricordarlo come l'ho incontrato leggendo, e basta.

5. Qual è il libro che ti ha fatto diventare il lettore che sei oggi?
Tanti, tanti, tantissimi hanno contribuito a questo scopo. Forse, addirittura il mio libro mi ha cambiata come lettrice.

6. La tua libreria ha preso fuoco, ma puoi salvare solo un libro, quale sarebbe?
Ora mi uccidete. Nessuno. I miei libri sono miei figli e vivono nella mia testa. Non ne salverei uno per lasciarne morire un altro e poi, santo cielo, sono fatti di carta, esistono le ristampe.

7. In quale mondo distopico ti piacerebbe vivere?
...Ahahahah. Nessuno... Non sono masochista, non mi piacerebbe vivere in un mondo distopico. E, comunque, già ci viviamo tutti. Mi basta quello in cui sono in questo momento.

8. Qual è la lettura più epica che tu abbia mai fatto?
Domanda interessante. Questa volta non risponderò: nessuna. Cent'anni di Solitudine di Gabriel Garcia Marquez. E' stato un libro complesso, curato, divorato e doloroso, ma, alla fine, ho avuto come l'impressione di aver compiuto un viaggio che nessun altro avrebbe mai potuto compiere.
Ho, però, in mente altre letture epiche come: La Montagna Incantata di Mann e i sette volumi di Alla Ricerca del Tempo Perduto di Proust (lo so, sono fuori di testa).

Lo imprimerò sulla mia pelle

Dream - Imagine Dragons

Sono immersa nello studio fino alle costole e mi piace, stranamente.
Mi sono un po' alienata a dire il vero, ma è come se vivessi in una specie di mondo parallelo. Solo io, i miei compagni e l'esame.
Tutto il mondo sta vivendo questo momento.
E poi, tutto questo, mi esula dai pensieri.
Dai pensieri che non mi lasciavano dormire la notte.
So che mi dovrò svegliare, so che dovrò dire, so che dovrò scrivere e lo farò, alla fine.
E' stata una piccola cosa, un piccolo mattoncino caduto e io sono crollata; come se, alla caduta di un capello, una persona dovesse sgretolarsi.
E' stata una piccola e grande cosa. Un dolore che può sembrare di poca importanza, ma che vissuto adesso è grandissimo. Un po' come sempre. Gli adolescenti prendono in giro le sofferenze dei bambini, gli adulti quelle degli adolescenti, i vecchi quelle degli adulti e i saggi, quelli anziani, ma che sono rimasti bambini capiscono che ogni sofferenza è la medicina più amara di tutte nel momento in cui viene vissuta.
Il tempo lenirà le ferite. L'acqua livellerà le cicatrici. Tutto tornerà normale.
Sperando che qualcosa del passato, alla fine, torni.
Ma per ora il presente è ancora quello che mi mantiene incollata, anche se malamente.

Ora, ora, ora... Amo il presente.
Adesso è tutto ciò che conta e lo sto assorbendo per poi, in futuro, avere sempre una casa dove tornare.