Il mare d'inverno

Extreme - More than words

Il mio sogno è poter prendervi per mano e portarvi nel mio mondo, dentro la mia testa a scoprire i miei pensieri e i miei segreti. Potreste vedere la bellezza che scorgo in determinate persone. Sentireste l'affetto appena nato.
Sentireste il senso d'infinita comprensione che mi ha assalito quando ci siamo detti: "Andiamo a vedere il mare d'inverno!".

Il mare d'inverno.

Riempitevi della facilità di esser felici.

Basterebbe svegliarsi presto per il semplice gusto di guardare fuori dalla finestra e ammirare il sole che sorge su una Milano completamente deserta, assopita.
Decidere di spendere nove euro, prendere il treno e arrivare a Genova.
E lì, camminare... fino a dove? Fino alla meta... senza raggiungerla.
Oh, no, non esiste una meta precisa, non esiste il centro di tutto perché, una volta che lo si ha trovato, si sposta e voi o provate a seguirlo o vagate verso il mare.
Un gruppo di ragazzi, tutti completamente diversi, ma con lo stesso scopo, che continuano ad avanzare sulla sabbia, e i sassolini entrano nelle scarpe, e il vento gelido sferza i volti, e il mare manda baci di spuma sulle guance.
Si sente la vita, si sente la felicità.

E' semplice.

Non serve essere allegri per essere felici.

Saremo spersi, a farci costantemente del male. Ci diranno che siamo stupidi, chi perché non pensiamo al Dopo e chi perché non pestiamo la terra dove camminiamo. Ci diranno che siamo la rovina, l'immondizia del mondo, che non serviamo. E noi rideremo, e piangeremo. Il lato triste è nella mancanza di fiducia, eppure la consapevolezza di non poter sapere ci rende sapienti e intoccabili.
Risponderemo che l'intelligenza è molto più dell'intuito, molto più della memoria.

Intelligenza è comprensione. E' prima rassegnazione e poi rabbia. Intelligenza è desiderio di cambiamento, di evoluzione. Intelligenza è equità.

Nessuna scusa per gli stolti. La stupidità è nel cristallizzarsi sulla rassegnazione.
Accettare il mondo per la merda che è, è una scelta, biasimare chi non si arrende è stupidità.

Denuncerò lo splendore del mare d'inverno così come m'indignerò per la corruzione.
Nulla diventerà statico.
Noi siamo in continuo movimento.

Siamo onde del mare in inverno.

Ambivalenza

Urban Strangers - Empty Bed

Il mio umore sta cambiando. Sono volubile, sono triste, a tratti in modo assoluto, sono allegra, a tratti eccessivamente. Ogni giorno che passa, la mia prospettiva cambia sempre di più.
Vedo Milano come la più bella città del mondo, ma mi sento schiacciata da due muri che desiderano scontrarsi. Sono posta su uno sgabello al centro di una stanza arricchita da due bandiere e io devo stare sullo sgabello, ferma e buona.
La pacatezza, però, per la mia mente, non è mai esistita. Lavoro, lavoro, lavoro, tutto va al mio cervello che fatica ad elaborare troppe informazioni.
Ed intanto rischio di scoppiare, perché non posso dire.
Ma, intanto, urlo e mi vizio.
Sono in un luogo colmo di persone potentissime. Il mio corpo ne risente. Il mio cervello si sfinisce nella battaglia tra giusto e conveniente.
E, intanto, non posso scrivere, perché non ho tempo. Fino alle tre di notte resto sveglia, ma non posso scrivere, perché non ho tempo e ci sono troppi occhi intorno a me.
Passerò tutta la vita sul mio filo di scozia. In bilico tra lo strapiombo ed il Paradiso.
Sono qui, ho vent'anni, amo ciò che studio, amo la mia vita, ma la odio. Niente ha più senso.
Ha senso svegliarsi la mattina, farsi il caffè, fumare, mettersi il profumo e camminare fino all'università, ascoltare le lezioni, sapere sempre di più, fino a saturarsi, parlare, ridere, piangere e arrabbiarsi, camminare, ancora e ancora, tornare in appartamento e vedere che non sarò ancora sola, cucinare, fingere e scoprire una successiva parte di me, lavare i piatti, parlare, aspettare mezzanotte, chiudersi nell'unica stanza vuota, fumare ancora e scrivere per mezz'ora. Ha senso guardare quella foto sul cellulare e rabbrividire di nostalgia e piangere, piangere al buio, sino ad addormentarsi.
Eppure fumare non ha senso, né andare avanti a parlare con gli amici di quegli argomenti che non interessano a nessuno se non a noi, eppure destra e sinistra mischiate non hanno senso, sono vigliaccate, sono falsità.
Potrei chiedere di più dalla vita? Esistono persone che non nascono con la promessa di una vita vuota.
Quanto mai potrebbe essere desiderabile la banalità? La dolce e melensa quotidianità non è forse meglio di quest'aspra realtà fatta di vizi e malattie?
Non mi so dare una risposta.
Sono persa. Io che credevo di vedere una sola strada di fronte a me, sono perduta nei fantasmagorici viali alberati, nelle pagine di letteratura e nel fumo di bevande calde e combustione.

Cosa vedete davanti a voi? Siete annebbiati?
Quanto penetra il sole nella vostra nebbia?
Dentro di me c'è sempre un cono di limpidezza che non posso offuscare.

Ed eccomi, spaccata in due, nell'ambivalenza di questo luogo che chiamiamo mondo.